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No all'adozione bimbi per coppie gay e lesbiche

[caption id="attachment_68010" align="alignleft" width="300"] Un manifesto di Genova Gaya, Rosso e Balleari (FdI): nulla contro diritti gay e lesbiche, ma secco no all'adozione di un bimbo e Teoria gender[/caption]

GENOVA. 15 GEN. «Sono già finito qualche mese fa in una “lista di proscrizione” su un sito che mi etichettava come omofobo e razzista: non ho alcun timore a essere inserito anche in quella pubblicata ieri, che considero una vergognosa e neppure tanto velata minaccia ai senatori che con coraggio difendono la famiglia tradizionale, anzi chiedo di farne parte perché condivido la loro posizione».

Oggi ha reagito così Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria, alla pubblicazione sul sito www.gay.it dell’elenco degli oppositori al ddl Cirinnà all’esame del parlamento, che si sono schierati per la cancellazione della parte in cui si dava la possibilità a omosessuali e lesbiche di adottare un bimbo.

Rosso, a novembre, era stato promotore di una mozione, approvata dal consiglio regionale, in cui si impegna la Regione Liguria a non introdurre in alcuna scuola del territorio percorsi formativi basati sulla cosiddetta Teoria del gender.

Solidale alla posizione di Rosso anche il vicepresidente del consiglio comunale di Genova Stefano Balleari: «Non abbiamo nulla da obiettare contro chi sceglie un compagno o una compagna di vita dello stesso sesso, ma da qui a istituzionalizzare come famiglia e quindi aprire ad adozioni gay e alla scandalosa pratica dell’utero in affitto c’è una bella differenza».