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Nervi: l'anarchico, CasaPound e la bufala delle lasagne antifasciste

Nervi, CasaPound e la (presunta) bufala delle lasagne antifasciste. Alcuni media hanno riportato che ieri il titolare di un locale in via Sala si è rifiutato di fornire 40 porzioni della specialità della casa a quelli di CasaPound, riuniti nel vicino Hotel Astor di viale delle Palme, dove sono confluiti circa 500 sostenitori per un convegno-dibattito che ha fatto discutere tutta la città.

La richiesta sarebbe stata fatta intorno alle 16, ma i militanti dell'estrema destra avevano già in programma di lasciare Nervi subito dopo il convegno (concluso nel tardo pomeriggio) per andare ad inaugurare "con una bicchierata tutti insieme" la nuova sede di via Montevideo alla Foce.

Discussione sugli orari dei pasti e dei programmi di CasaPound a parte, oggi è venuto fuori che l'ordine telefonico delle 40 lasagne non sarebbe stato fatto dalla direzione dell'Hotel Astor, né dagli organizzatori del convegno, ma da uno dei colleghi che conoscono il titolare della lasagneria artigianale per le sue note tendenze politiche.

Sulla saracinesca del suo locale, lo stravagante milanese ha fatto disegnare un disegno del grande Fabrizio De André e su un braccio si è fatto tatuare la "A" cerchiata come tanti anarchici. Non è tutto. Sui social network ha confermato: "Io sono anarchico, non do da mangiare ai fascisti".

Alcuni suoi simpatici colleghi, in pieno stile genovese, appena saputo del convegno dell'estrema destra in viale delle Palme non avrebbero quindi perso l'occasione di mettersi d'accordo e di fargli uno scherzo. Peraltro, ben riuscito.

E' invece vera l'iniziativa del ristoratore, che sarebbe incappato nella burla dei colleghi, della lasagna "anarchica" a 4 euro anziché a 5 euro per "chi si dichiara antifascista". La pubblicità è infatti comparsa su una lavagna messa in mostra nel locale. Ma questa appare solo una politica di marketing.

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