ARCHIVIO

Neanche in Unione Sovietica, Cozzi: se sentenza sarà ribaltata restituiremo soldi a Lega

GENOVA. 15 SET. "Il provvedimento emesso dal Tribunale è un sequestro preventivo provvisorio (di quasi 49 milioni di euro, ndr). Se la sentenza di condanna di primo grado dovesse essere ribaltata in Appello o in Cassazione, i soldi verranno restituiti alla Lega".

Lo ha precisato ieri il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi in merito alla decisione del giudice di bloccare preventivamente i conti alla Lega Nord, a seguito della condanna di Umberto Bossi e di Francesco Belsito per la presunta truffa ai danni dello Stato.

"In fase di indagini preliminari - ha aggiunto Cozzi - la procura aveva già chiesto il sequestro preventivo, ma il giudice per le indagini preliminari lo aveva rigettato perché ancora non era stato quantificato il danno. Con la sentenza di primo grado è stato stabilito l'ammontare del danno e quindi si è chiesto il provvedimento".

Il pm Paola Calleri aveva presentato la richiesta di sequestro preventivo nelle scorse settimane. In sostanza, la procura genovese voleva avere la garanzia che quei soldi venissero bloccati per evitare che, in caso di condanna definitiva, non potessero più essere recuperati.

In questo modo, però, ha accusato in serata il leader del Carroccio Matteo Salvini, si vuole imbavagliare la Lega: "Neanche in Unione Sovietica. Vogliono farci fuori. Per la prima volta nella storia della Repubblica, i giudici stanno bloccando l'attività di un partito politici. E' un attacco alla democrazia".

"Abbiamo il massimo rispetto per la Lega - si è quindi difeso oggi Cozzi - e per tutti i partiti. Ma noi non abbiamo messo in atto nessun attentato alla Costituzione, anzi è stata intrapresa una azione a tutela del Parlamento. Camera e Senato si sono costituiti parte civile nel processo per avere risarcito un danno derivante dalla erogazione di contribuiti che non dovevano essere dati perché fondati su bilanci non corretti. I processi che la procura di genova manda avanti dimostrano che non si guarda in faccia a nessuno e, tantomeno, a nessun colore politico".