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Napoli-Genoa, Juric "Partita complicata"

GENOVA 9 FEB. Nella terra degli esami che non finiscono mai, contro la squadra che recita il miglior calcio. Per svolgere i compiti ci vuole tanto coraggio. E la spensieratezza che mister Juric chiede a un gruppo in ripresa dopo un gennaio da far tremare i polsi.

Il battito sta tornando su ritmi regolari. Al San Paolo possono materializzarsi altri segnali di vita. Forza-Vecchio-Cuore-Rossoblù. “Abbiamo ricominciato a lavorare bene, i nuovi si stanno inserendo e vedo grande predisposizione. Conosciamo le difficoltà della partita. Quando voglio divertirmi vedo una partita del Napoli. Sono bravi a difendere e attaccare, contano su interpreti favolosi. Dobbiamo rifarci alla gara di andata, quando riuscimmo a concedere poco, muovere la palla ed essere aggressivi. Negli ultimi tempi abbiamo pagato i gol da palle inattive. A volte ti va bene, cerchi di migliorare, non è facile trovare spiegazioni.

Sarri non vuole che la sua squadra si rilassi prima della partita con il Real Madrid? E’ normale per un allenatore. Il dilemma contro di loro è sempre quello se difendere alti o bassi, hanno qualità tecniche per essere micidiali in ogni modo. Mertens in quella posizione è il top in Europa, devastante quando viene incontro come in profondità. Sono tutti pericolosi. Pure Milik non era una boa classica, svariava sulle fasce. Pavoletti è un grandissimo ragazzo, ha un cuore fantastico e in area sa essere strepitoso. Non è facile entrare nei meccanismi”.

Contro campioni di questo calibro serve adottare un atteggiamento più prudente? La domanda rimbalza nella sala stampa del Centro Sportivo Signorini. “Credo che sia più importante, al di là dei numeri e degli assetti, ritrovare certezze e lavorare sulla nostra identità e idea di gioco. Ritrovando gli equilibri. Questa per me è la strada da percorrere. Quando le cose non girano si fa presto a indicare un cambio di modulo. A ben vedere, a livello tattico, non ci stiamo discostando già da certi accorgimenti. In Italia quando perdi è così. Contro una squadra del valore del Napoli, puoi persino essere perfetto per 95 minuti e perdere lo stesso. Dobbiamo cercare di accantonare le preoccupazioni, essere leggeri di testa e andare in campo per divertirci, senza troppi pensieri. Ci sta che un allenatore possa essere messo in discussione se i risultati mancano da tempo. Ribadisco il concetto che siamo tornati a lavorare bene da una decina di giorni, per assemblare le cose dobbiamo passare dagli errori. Non siamo a luglio quando si fanno le prove e si ha il tempo per intervenire con calma. In prospettiva abbiamo una buona squadra”.