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Multedo, Municipio difende Curia ed attacca Bucci: centro migranti non è minaccia

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Multedo, protesta contro il business immigrati

GENOVA. 6 OTT. Business immigrati e beffa Multedo. La gente ha protestato (sempre pacificamente) perché non vuole il centro nell’ex asilo Govone, imposto dalla Prefettura in collaborazione con la Curia, ma il presidente del Municipio Claudio Chiarotti (Pd-Lista Crivello) e la sua giunta di centrosinistra attaccano il sindaco Marco Bucci e la sua giunta di centrodestra difendendo a spada tratta la Curia.

Si tratta di 50 africani, tutti giovani e maschi, che dovrebbero essere sistemati in una strada senza via d’uscita e male illuminata.

Se ieri è trapelato da Tursi che forse in via delle Ripe ne saranno collocati 25 ed i restanti 25 potrebbero essere destinati nei Comuni della Città Metropolitana perché Genova ha oltrepassato di ben 400 unità la soglia prevista dalle norme nazionali, anche il sito web del Comune di Genova ha pubblicato il duro comunicato della sinistra contro la destra ed a favore del business immigrati.


Tutto ciò, mentre il consiglio comunale (compagni del Pd inclusi) ha già approvato all’unanimità un ordine del giorno che conferisce al sindaco Bucci l’incarico di trovare soluzioni alternative al centro migranti previsto nell’ex asilo Govone.

La netta presa di posizione del Municipio, a questo punto, sembrerebbe non voler favorire il confronto. Neppure in vista del tavolo che è stato convocato oggi pomeriggio a Palazzo Tursi dal sindaco Bucci con la presenza della prefetta Fiamma Spena, dell’assessore comunale alla Sicurezza Stefano Garasino, degli stessi rappresentanti del Municipio, dell’associazione Migrantes della Curia e del Comitato dei residenti.

Ecco il link alla pagina web del Comune di Genova utilizzata anche per difendere la Curia, stare con la Boldrini ed attaccare il sindaco Bucci.

Ed ecco il testo integrale del comunicato del presidente Chiarotti (segretario del Circolo Pd di Prà) e della giunta del Municipio VII Ponente (Pd-Lista Crivello-A Sinistra) pubblicato ieri sul sito ufficiale del Comune di Genova.

“L’immigrazione va regolata, gestita, non subita. Ma non va neppure vissuta come una minaccia.
Partiamo da questa frase pronunciata dalla Presidente della Camera Laura Boldrini. Questa frase riassume l’operato del Municipio VII Ponente, in questi giorni convulsi e pieni di affermazioni attribuite e atteggiamenti additati, fioccati in alcuni recenti articoli.
Occorre fare un riassunto di ciò che è accaduto, per evitare di cadere in semplificazioni e strumentalizzazioni.
La popolazione di Multedo, appena avuta la notizia a mezzo stampa dell’arrivo dei migranti nella ex Scuola Contessa Govone, ha reagito facendo diventare una riunione con associazioni una vera e propria assemblea pubblica, ritenendo il Municipio il primo interlocutore politico ed amministrativo con cui interfacciarsi, come è giusto che sia.
In quell’occasione abbiamo deciso di procedere con calma e cautela, poiché anche l’amministrazione più vicina ai cittadini non era stata coinvolta non solo nel processo decisionale ma anche nella gestione di un progetto reale di accoglienza; tema dal quale non ci siamo mai sottratti. Nei mesi precedenti la nuova giunta municipale ha stretto, infatti, collaborazioni e sottoscritto convenzioni con cooperative e realtà, garantendo ai migranti non solo la possibilità di rendersi utili per la collettività ma anche di poter avere una vera possibilità di integrazione, fatta di associazioni di volontariato e momenti di condivisione con i cittadini: i primi a poter rendere fattiva l’accoglienza nell’accezione più alta del termine. Perché non bastano le strutture protette e i dormitori ma occorre creare un tessuto che non produca distanze e che aiuti ad evitare preconcetti.
A Multedo, nonostante l’amministrazione comunale fosse stata avvertita con anticipo della collocazione dei richiedenti asilo, nessuno ha ritenuto opportuno procedere con una condivisione col Municipio che avrebbe potuto portare ad evitare la situazione così come poi si è configurata.
Per fare ciò che nessun altro aveva fatto prima, la giunta municipale ha chiesto a Monsignor Giacomo Martino, responsabile dell’Associazione Migrantes, di incontrare la popolazione, in un’assemblea in cui il presidente Claudio Chiarotti si è frapposto talvolta a momenti di tensione e frasi inopportune da cui abbiamo già avuto modo di prendere le distanze. Don Martino non è stato dunque lasciato solo e tantomeno le istituzioni municipali hanno cavalcato la rabbia delle persone, intervenendo a più riprese per calmare gli animi esacerbati.
Il Municipio, invece, è stato lasciato solo.
Perché se è certo che mai ci sogneremmo di chiamare servitù una comunità di migranti, è pur vero che la decisione è stata calata dall’alto da chi di dovere prestando il fianco a farla percepire come tale.
L’immigrazione va regolata, gestita e non subita, appunto. Perché tale processo di non condivisione ha creato una rottura in quel patto tra cittadini e istituzione a cui noi abbiamo cercato a fatica di porre rimedio, pur non essendone responsabili, ma ritenendo che un’istituzione locale come la nostra avesse comunque il compito di agevolare processi di partecipazione e di conoscenza.
La risposta all’invito di prendere parte alla processione di Multedo, nonostante la prevista contestazione, pur silenziosa, contro la Curia, é stata la dimostrazione del nostro sentire la necessità di fare da garanti in una comunità divisa.
Divisione alimentata da parti politiche che hanno giocato nell’ambiguità di una decisione mai spiegata e mai condivisa. Parti politiche che governano la città, che sapevano della situazione con anticipo, ma che non si sono mai presentate istituzionalmente ai cittadini se non con troppo ritardo, facendo diventare tutto l’accaduto un momento elettorale da cavalcare. Se si ha l’onore e l’onere di governare la città bisogna sapere che c’é un momento per fare campagna elettorale è un momento per governare.
Non abbiamo mai ceduto a istigazioni, né abbiamo mai appoggiato frasi o atteggiamenti razzisti. La sola cosa che ha chiesto il Municipio VII Ponente è stata una chiarezza che non c’è mai stata, nel rispetto dell’istituzione e nel rispetto degli abitanti. Se abbiamo una responsabilità, è quella di aver cercato di promuovere un reale processo di integrazione, spiegando in cosa il meccanismo non ha funzionato. Invitiamo tutti quanti, in particolar modo le altre istituzioni, a fare altrettanto: a prendersi responsabilità davanti alle persone, a promuovere processi partecipati e condivisi con i cittadini. Ad usare quella “intelligenza nell’affrontare i fenomeni migratori” a cui ci richiama il Presidente della Repubblica”.

Ex asilo Govone Multedo, Curia propone 25 migranti al posto di 50

 

 

51 COMMENTI

    • Eh no .
      Veramente , chi frequenta la Chiesa non si lamenta della Curia , che si è trovata ( come di consueto ) migliaia di poveracci tra capo e collo da sistemare in qualche modo .
      Noi , che andiamo in chiesa , ci lamentiamo dell’assenza totale di quella Prudenza , Discernimento e Giustizia Sociale per cui il Santo Padre si va sgolando da mesi , precisamente in coloro che sono preposti a “… regolare , gestire e non far subire … ” questa lmmigrazione a getto continuo !

    • Ma per favore che tutti questi “poveracci “arrivano e non ce né uno checpesa meno di 80 kg….i POVERACCI sono quei poveri bambini che restano in Africa e mangiano mosche!

    • Signor Severino , magari non se ne è reso conto , ma stiamo parlando la stessa lingua .
      Solo che lei incolpa di questa immigrazione scriteriata la Chiesa , io invece lo Stato .
      Chi ci governa dovrebbe A MONTE saper distinguere tra un delinquente evaso , un perditempo in cerca di facile guadagno , ed un autentico bisognoso … ed accogliere soltanto l’autentico bisognoso .
      Invece , arriva di tutto.

  1. L’immigrazione va regolata , gestita e non subita ?!?
    Giustissimo .
    Ma allora che si provveda a farlo , perbacco : è questo lato dell’immigrazione che fa paura , più che gli immigrati .

  2. Chissà perché le cose ben fatte, quando riguarda i migranti, non si può o non si vogliono fare. Abbiamo borghi disabitati, territori da far ritornare vivi ……Perché concentrare tanti uomini…..basterebbe unire nuclei familiari o misti, anche gli uomini di colore hanno le stesse NECESSITÀ degli europei che, oltre alle loro donne, vanno con prostitute di colore……Avrebbero un tetto, lavoro e uomini e donne con cui condividere……..

    • Elena Rizzo 1°) L’informazione ,o le informazioni arrivano dalla fonte ( cioè dagli stessi migranti ) che assolutamente e in nessun caso vogliono essere decentrati, e può serenamente chiederlo a loro ! 2°) mi dica dove trova le famiglie complete da immettere in un piccolo borgo ( quando il99% è composto da maschi giovani e senza alcuna famiglia al seguito ) ! 3° ) magari bisognerebbe anche ( siamo in democrazia e visto che probabilmente Lei non abita in quei borghi ) tener conto del parere dei residenti , Le pare ? 4° ) per una eventuale illusoria collocazione lavorativa ( in un paese da cui tutti , soprattutto i giovani hanno dovuto andarsene in città a cercare lavoro) quale sarebbe l’occupazione in loco per non doverli mantenere vita natural durante ? ossequi !

    • Sig. Marco, sono non ha risposto alla mia domanda! Chi sono le sue fonti? Nomi dei migranti. Chiede perché attiva nel volontariato e ciò che lei afferma non mi risulta del tutto. Grazie se vorrà dare una risposta, in caso contrario mi autorizza a credere che siano pensieri personali suoi.Grazie

  3. Quelli del PD si perdono sempre in belinate …..Ma con la Paita capogruppo in Regione che afferma che gli zingari sono poveri per esempio cosa ti puoi aspettare…dai tuoi compagnucci di merende.

  4. Bel comunicato supercazzola… Cioè avete scavalcato il territorio, l’immigrazione va gestita bla bla. Idee? Zero. Soluzioni alternative ? Zero. Avanti così compagni

  5. queste signore se vogliono fare un atto di carità se li predino a casa loro e se li mantengano,invece di tenere lo stendardo in mano e prendersela col il Sindaco che è una persona consapevole e retta,poi la curia faccia lo stesso,siamo stufi di questi individui che,per ragioni loro difendono sempre chi gli pare,vogliono fare del bene lo faccino di tasca loro….

    • Il pd difende gli invasori, la curia deve difenderli e regalar loro le offerte fatte in chiesa, allora il pd deve fare vedere di essere ancora meglio della curia ed elargisce altri regali. Alla fine fra i due competitori chi paga il tutto è il popolo.

  6. Chiarotti pensa agli italiani che si suicidano perché nn possono andare avanti e a quelli che nn lo fanno ma mettono le mani nei cassonetti per recuperare qualcosa da mangiare e se ti piange il cuore per questi poveri negri prendili a casa tua

  7. …questi buonisti fra qualche mese andranno a casa per SEMPRE! Hanno fatto uno scempio dell’Italia, ma è FONDAMENTALE mandarli a casa. DEFINITIVAMENTE. Poi del PD, dell’innominabile Onorevole, dei cooperatori rossi se ne parlerà solo per ricordare ed elencare i gravissimi danni fatti al Paese. Ma mandiamoli a CASA! Senza se e senza ma.

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