ARCHIVIO

Migranti Multedo: forse 25 nell'ex asilo e 25 in Comuni Città Metropolitana

GENOVA. 5 OTT. Non concentrare tutti i 50 profughi nell'ex asilo Govone di Multedo gestito dalla Curia, ma smistarne una parte, forse la metà, fuori dal Comune di Genova, ossia nei Comuni dell'area della Città Metropolitana. E' la strada che, secondo le ultime indiscrezioni, il sindaco Bucci cercherà di intraprendere domani durante il primo tavolo di coordinamento, convocato alle 15 a Tursi, per affrontare il caso della beffa migranti a Multedo.

All'incontro, organizzato dal Comune, parteciperanno anche la prefetta Fiamma Spena, il direttore dell'ufficio Migrantes della Curia don Giacomo Martino, i rappresentanti del Municipio Ponente ed una delegazione del Comitato di quartiere di Multedo.

"Faremo un progetto come si deve - ha affermato Bucci - quella di domani è la prima riunione formale in Comune. Non credo che ne usciremo con la definizione del progetto, ma metteremo le basi per lavorare tutti insieme. E' già un passo in avanti molto importante ed è stato possibile anche grazie all'ordine del giorno approvato all'unanimità martedì scorso in consiglio comunale, che mi ha conferito il mandato di lavorare in questo campo. Cosa che prima non potevo fare perché era una prerogativa del Prefetto".

I 50 africani, tutti giovani e maschi, che sono attesi nell'ex asilo Govone di via delle Ripe, provengono in gran parte dal centro che era stato ricavato negli della Fiera e nei giorni scorsi, in occasione del Salone Nautico, erano stati accolti nell'edificio del Seminario al Righi.

"E' un dato di fatto che si possano trovare collocazioni alternative magari per un certo numero di migranti, tenendo presente anche un discorso di omogeneità tra Municipi e quartieri genovesi - ha aggiunto Bucci- ma e' altrettanto vero che Genova abbia raggiunto il livello massimo della quota prevista dal regolamento nazionale ed anzi l'abbia superato di circa 400 unità. Pertanto, chiediamo che le persone vengano ridistribuite su altri territori, anche perché ci sono realtà nel territorio della Città Metropolitana che non accolgono neanche un profugo".