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Migranti in via Venti, i condomini: no all'allaccio dell'acqua

GENOVA. 4 OTT. Tutti compatti per la legalità. Avanti nella battaglia contro le imposizioni dall'alto e le ingiustizie. Con 17 no e 3 sì (i rappresentanti di Aster, Comune e Prefettura) l'assemblea di condominio del civico 11 in via Venti Settembre oggi ha respinto la richiesta della cooperativa, che voleva effettuare dei "discutibili" lavori per l'allaccio diretto dell'acqua nell'appartamento di 170 mq. occupato dai migranti.

Attualmente, l'acqua arriva solo a caduta, dalla cisterna, ed appare insufficiente. Come peraltro avevano già denunciato i residenti, appena avevano saputo del possibile insediamento di una quarantina di richiedenti asilo in quell'alloggio, lasciato vuoto ed invenduto dal Demanio per anni. Oltretutto, secondo l'amministratore del condominio Franco Gromi, il tubo in polipropilene, che avrebbero voluto installare, con il sole e il freddo può rilasciare tossine nell’acqua.

Al momento, i migranti sono una dozzina, messi lì nei giorni scorsi con un blitz, nonostante varie proteste.

Secondo indiscrezioni, il loro numero dovrebbe aumentare fino a 40 unità, ma lo stop ai lavori per l'allaccio diretto dell'acqua potrebbe vanificare i progetti della cooperativa che gestisce il business dell'accoglienza e far saltare il progetto di via Venti Settembre, definito scellerato dal governatore ligure Giovanni Toti e, invece, giusto dal sindaco Marco Doria.

L'assemblea condominiale di oggi, che si è svolta alla presenza del capo di gabinetto della Prefettura, è stata addirittura presidiata da agenti di polizia, i quali, tuttavia, non hanno potuto fare altro che constatare la correttezza delle decisioni assunte dai residenti durante la riunione.

Inoltre, c'è attesa per la decisione del giudice su uno dei ricorsi d'urgenza, presentati un paio di settimane fa in Tribunale dai residenti. Durante i lavori di ristrutturazione, infatti, si sarebbero verificati dei cedimenti strutturali ed altri problemi, che potrebbero dimostrare anche la pericolosità dell'infrastruttura, non idonea ad ospitare 40 persone. "Abbiamo paura - hanno detto alcuni condomini - che ci crolli il soffitto sulla testa".

Nei giorni scorsi, quando c'era stato il blitz con l'insediamento dei primi migranti, si erano già verificate delle tensioni fra un collaboratore della cooperativa e due donne che risiedono nel palazzo. Ora, residenti e commercianti di via Venti Settembre sperano che migranti e cooperativa vengano finalmente trasferiti altrove.