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M5S dice no all'integrazione Amiu-Iren: aumenterebbe solo le tasse

GENOVA. 14 GEN. Il M5S si oppone all'integrazione di AMIU e IREN. Ieri gli esponenti del Movimento hanno incontrato i rappresentanti del Coordinamento ligure per la "Gestione Corretta dei Rifiuti" e del Comitato genovese "Acqua Bene Comune".

"Diciamo a gran voce NO - spiegano i consiglieri regionali M5S Alice Salvatore e Marco De Ferrari - a uno scenario che porterebbe a un polo monopolistico di gestione dei rifiuti con logiche privatistiche di profitto. Un polo che non prevede nemmeno la costruzione di nuovi impianti di trattamento della raccolta differenziata! E ostacola quindi il cammino verso l’autosufficienza e il recupero occupazionale previsto.

Si incentiverebbe la raccolta indifferenziata(!) , con conseguente produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario), di primaria importanza per IREN che può così alimentare gli inceneritori a Torino e Parma. Un'operazione sciagurata che implica persino un ulteriore aumento della TARI , legato trasporto dei CSS agli inceneritori, al loro smaltimento, e alla riduzione dei tempi di ammortamento dei costi di messa in sicurezza di Scarpino 1 e 2.

L'aumento della TARI è inaccettabile viste le attuali tassazioni sui rifiuti che già pesano – non poco – sulle tasche dei cittadini. Il contratto decennale con IREN, ente privato e di maggioranza, impedisce eventuali decisioni di cambio operatore o di ritorno alla gestione pubblica. E la governance, consegnata in mano IREN, lascia il Comune di Genova con un potere marginale . La nostra scelta vuole gli interessi economici della cittadinanza e ogni principio di tutela ambientale verso cui dobbiamo vigilare, altro che produrre CSS per gli inceneritori di IREN con tanto di aumento delle nostre tasse".