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Lussuosi Suv da zone di guerra, i pm: finanziano gli islamisti

GENOVA. 30 GEN. Porto di Genova crocevia internazionale degli islamisti. Il flusso dei lussuosi Suv dalle "zone di guerra" è costante. Ogni mese ne arriverebbero decine. In gran parte, si tratta di libici che arrivano dalla Tunisia e tutti con grandi auto al seguito come Hyundai Ix35, Range Rover, Toyota Land Cruiser, Dodge Ram, ufficialmente per viaggi d'affari, famiglia o lavoro. Secondo gli investigatori dell'Antiterrorismo, però, finanzierebbero l'Isis con la compravendita, nel Nord Europa, di auto prelevate dai garage dei dittatori spodestati con le rivolte della Primavera araba.

L'ultimo sbarco è avvenuto sabato scorso, quando al terminal traghetti genovese sono stati registrati gli arrivi di 19 libici con lussuosi suv provenienti dalla Libia. A dicembre ne erano arrivati 22. Il pm genovese Federico Manotti da tempo ha aperto un fascicolo per associazione con finalità di terrorismo, indagando nelle scorse settimane 5 persone di fede musulmana.

La Guardia di Finanza ha stimato un giro di affari, in 2 anni, di circa 10-12 milioni di euro. I trafficanti arriverebbero dalla Libia fino alla Tunisia e poi verso l'Italia, attraverso i porti di Palermo, Civitavecchia e Genova. Dopo lo sbarco, si incontrerebbero in Lombardia per poi dividersi in direzione Germania, Lussemburgo e Belgio. Arrivati in Nord Europa venderebbero le auto tanto che al ritorno rientrerebbero in Libia senza vetture al seguito. Alcuni dei sospetti monitorati dall'Antiterrorismo, avrebbero compiuto più viaggi nel giro di pochi mesi. I presunti trafficanti, però, potrebbero foraggiare le casse dello Stato Islamico anche indirettamente perché potrebbero versare una sorta di tangente agli jihadisti per assicurarsi un passaggio indisturbato nelle zone di guerra.