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Liguria, ok a legge anti moschee: proteste da Rete a Sinistra

GENOVA. 19 SET. "Un bavaglio alla libertà di culto, mascherato da provvedimento urbanistico. L’equazione applicata dal centrodestra è terra-terra: vogliamo contrastare l’islam in Liguria? Bene, impediamo la costruzione delle moschee. Anzi, già che ci siamo, impediamo la costruzione di qualsiasi luogo di culto che non sia cattolico".

Il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino ha commentato così il via libera di oggi al disegno di legge anti moschee, proposto da Lega e Ncd.

"Le obiezioni delle tante comunità religiose - ha aggiunto Pastorino - e i pesanti rilievi avanzati dagli organi tecnici hanno costretto i proponenti a una modifica sostanziale del testo, che si configurava in netto contrasto con importanti pronunciamenti della Corte Costituzionale, in particolare con la sentenza 63/2016. Nonostante le correzioni, restano fortissime criticità.

Anzitutto: a quali confessioni religiose ci riferiamo? A tutte o soltanto a quelle che hanno un’intesa approvata con lo Stato Italiano? Ma così si lascia spazio alla discriminazione fra culti “legittimi” e non. E poi, perché proprio una legge regionale? La giurisprudenza dice che non è consentito introdurre disposizioni che ostacolino o compromettano la libertà di religione in una legge sul governo del territorio. La denominazione confusa e fuorviante di questa proposta di legge nasconde altri intenti, che non sono certo urbanistici.

In realtà l’obiettivo è introdurre ostacoli materiali alla libertà di culto per tutti coloro che non si riconoscono nel credo maggioritario. Evidentemente alcuni pensano che debba esistere una “religione di Stato”. Sono gli stessi che anni fa se la prendevano con i “vescovoni romani” perché si mostravano troppo misericordiosi con gli immigrati. Insomma, il centrodestra vota per imporre il crocifisso nell’aula del consiglio regionale, e adesso cerca di  impedire l’apertura di nuovi luoghi di culto per le altre religioni. È la quintessenza di un pensiero antistorico, illiberale, oscurantista, strenuo oppositore dell’integrazione. Come Rete a Sinistra abbiamo votato convintamente contro questo provvedimento, perché noi crediamo in uno Stato laico".