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Libertà espressione, corteo poliziotti in autostrada: in bici, come risorse Boldrini

GENOVA. 23 LUG. “Purtroppo episodi come quello che ha portato alla sospensione dal servizio del poliziotto sull’autostrada Torino – Bardonecchia non sono cosi rari. Avviene spesso che immigrati abbandonati a loro stessi, senza la minima conoscenza delle regole italiane, circolino dove non potrebbero, non solo mettendo a repentaglio la loro incolumità, ma anche quella di coloro che percorrono le nostre strade ed autostrade. La Liguria, soprattutto nella zona di Ventimiglia, non è esente da questo tipo di situazioni che sono l’ordinarietà”.

Matteo Bianchi, Segretario Generale Regionale del Coisp Liguria, Sindacato Indipendente di Polizia, ieri ha commentato così quanto avvenuto in Piemonte, in merito al video apparso sui social inerenti il poliziotto sospeso perché durante il suo turno di servizio documentava con il telefonino la pedalata di uno dei non pochi migranti che transitano spesso a piedi od in bicicletta sulle nostre autostrade.

“A nostro avviso - ha aggiunto Bianchi - si tratta solo dell’ultimo esempio di quanto succede spesso sul nostro territorio. Nonostante l’utilizzo comune dei social da parte di tutti, è ingiusto che chi indossa una divisa non possa esprimere liberamente la propria opinione e quando lo fa venga severamente punito quasi che si debba avere paura di parlare in un Paese libero.

Per dire basta a questo clima surreale che si è creato in Italia, stiamo valutando di organizzare una pedalata in autostrada, alla quale già da oggi invitiamo Salvini, Santanchè e chiunque altro abbia espresso solidarietà al collega, a nostro modesto avviso punito ingiustamente, una pedalata a favore della libertà di espressione delle donne ed uomini in divisa.

Non condividiamo la decisione della sospensione del collega, anche se capiamo che le parole del video potrebbero aver leso la sensibilità di qualcuno, ma nello stesso tempo vogliamo fortemente rimarcare che questo è esclusivamente il frutto dell’esasperazione di una categoria mai tutelata, anzi troppo spesso utilizzata per sopperire alle carenze della politica nazionale incapace di garantire una cultura della sicurezza a 360°, una classe politica che frequentemente con le sue decisioni ha penalizzato le donne e gli uomini in divisa.

Queste sono le conseguenze del fatto che le nostre istanze rimangono quasi sempre disattese. Un esempio su tutti. Non comprendiamo perché non ci vengano erogati nei tempi congrui le indennità spettanti, come quella specifica di coloro che operano in ambito autostradale, che andrebbero a rendere più dignitosi gli stipendi dei poliziotti e che invece vengono pagati anche dopo 2 anni (!!). Vogliamo infatti denunciare la gravità di quanto avviene con la più totale indifferenza delle Istituzioni: dal personale della Polizia di Stato si pretende una precisione maniacale mentre dal Ministero dell’Interno, l’ente dal quale dipendono i poliziotti, possono infischiarsene  liberamente delle regole”.