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Lettera aperta al sindaco Caprioglio sui crocifissi in Comune

[caption id="attachment_211807" align="alignleft" width="728"] Lettera aperta al sindaco Caprioglio sui crocifissi in Comune[/caption]

SAVONA. 29 LUG. Riceviamo e pubblichiamo lettera aperta di un cittadino di Savona e nostro lettore al Sindaco di Savona Ilaria Caprioglio in merito all’intenzione di introdurre in Comune crocifissi in numerosi uffici.

“Preg.ma dott.ssa Caprioglio, in questi giorni appaiono sui quotidiani locali notizie secondo cui la Sua Giunta a forte connotazione leghista vorrebbe introdurre in comune crocifissi in numerosi uffici.

Io sono un cittadino residente a Savona, laico che si pone alcune domande:

a) Come saprà, tra le altre cose, nei secoli i simboli religiosi sono spesso serviti per acquisire o ri-acquisire ad una comunità luoghi ritenuti infestati da presenze pagane e /o demoniache ma non credo evidentemente che tale sia lo scopo della Sua presunta decisione per cui Le confesso che non capisco tale esigenza.

Il porre ovunque il crocifisso non viene richiesto neppure dal Papa nè tantomeno dal Vescovo anzi, essendo questo l'anno santo della Misericordia, Francesco ci ha invitati spesso con le parole e con gesti eloquenti a riconoscere Cristo nei migranti e in coloro che fuggono da situazioni di guerra, fame, miseria e disperazione per cui forse una politica ispirata a principi umanitari verso i migranti sarebbe un segno eloquente di una azione ispirata a principi cristiani, evitando quindi in primo luogo di sostenere assemblee infuocate come quelle di Legino di pochi giorni fa.

Spero che vorrà spiegare a me elettore laico mazziniano ed ecologista il senso dell'introduzione di simboli religiosi poiché questa insistenza sui crocifissi (mi perdoni l'accostamento ma mi è venuto immediatamente come associazione di idee) mi fa venire in mente i parlamenti delle dittature dei paesi comunisti dove ad ogni angolo si trovavano (o si trovano nei pochi rimasti) falci e martelli a voler sostenere che il potere apparteneva o appartiene alle lavoratrici e ai lavoratori quando anche i massimi dirigenti del regime sanno che tutto ciò non è vero e che tutto si basava o si basa su una brutale repressione.

Evidentemente questo non è il Suo scopo ma mi chiarisca a che serve questa preannunciata ostentazione di crocifissi?”.

Danilo Bruno