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Legali Bossi: redditi da parlamentare insequestrabili, restituiteci i soldi

I legali di Umberto Bossi nei giorni scorsi hanno chiesto al Tribunale di Genova la restituzione dei soldi che gli sono stati sequestrati a seguito della sentenza di condanna in primo grado per la presunta maxi truffa ai danni dello Stato per i rimborsi elettorali.

Gli avvocati difensori del Senatùr, norme alla mano, sostengono che le cifre poste sotto sequestro dalla Guardia di Finanza su ordine della Procura genovese derivino dagli emolumenti da parlamentare della Repubblica, vitalizio incluso, che per legge non possono essere pignorati o sequestrati perché vi è un espresso divieto in tal senso.

Il Tribunale deciderà quindi nelle prossime settimane se accogliere la richiesta.

Intanto, i legali di Bossi hanno annunciato di avere presentato anche una denuncia nei confronti dei pm presso la Procura di Torino (competente sui magistrati genovesi) per fare chiarezza sulla "situazione incresciosa che si è venuta a creare ai danni del nostro assistito".

La Procura di Genova aveva deciso di cominciare a fare i sequestri dei depositi bancari di Bossi, dell'ex tesoriere Francesco Belsito e degli ex revisori contabili Diego Sanavio, Antonio Turci e Stefano Aldovisi, solo dopo aver proceduto nei confronti della Lega di Salvini del tutto estranea alle accuse e sostanzialmente parte lesa nella vicenda.

Finora nei conti dei 5 condannati in primo grado sono stati trovati circa due milioni di euro.

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