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LA TRIBUTARIA DI GENOVA DENUNCIA 11 PERSONE PER IL FALLIMENTO DI UNA SOCIETÀ DI TRASPORTI GENOVESE

GENOVA. 5 MAG. Il Nucleo di Polizia Tributaria di Genova ha concluso una complessa attività investigativa, nei confronti di una società genovese, attiva nel settore dei traslochi e della logistica, fallita nel novembre del 2011.

Al termine delle indagini, sono state denunciate, complessivamente, 11 persone, delle quali 3, accusate di reati fallimentari e fiscali.

I principali artefici della frode, sono stati arrestati in esecuzione di specifici provvedimenti giudiziari disponenti lo stato di detenzione domiciliare.

Le persone indagate sono accusate, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta, ricorso abusivo al credito e frode fiscale, per l’utilizzo e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Le indagini, sviluppate attraverso approfonditi accertamenti contabili e documentali, sono state estese ad altre tre società collegate con quella al centro dell’attenzione investigativa, delle quali due con sede a Genova e l’altra in provincia di Alessandria, anche queste in stato di dissesto economico, che venivano utilizzate, nel loro complesso, come strumento per drenare e distrarre risorse finanziarie a vantaggio personale degli amministratori ed a danno degli interessi dei creditori e dell’Erario.

Il sodalizio indagato, attraverso fittizi rapporti commerciali, per lo più finte prestazioni di servizi, e false sponsorizzazioni ad una società calcistica, anche questa fallita nel corso del 2011, aveva predisposto un sistematico “svuotamento” delle risorse e dei fondi aziendali, utilizzati, come detto, per finalità personali o, comunque, estranee all’esercizio dell’impresa.

I finanzieri, attraverso una minuziosa ricostruzione delle operazioni commerciali simulate, in parte documentate da fatture false, e dei flussi finanziari connessi, hanno dimostrato il complesso delle manovre distrattive dei beni e del denaro dell’impresa; in particolare, sono riusciti a quantificare in 4 milioni di euro, l’importo totale della bancarotta fraudolenta e preferenziale; in 2,5 milioni di euro, l’ammontare del ricorso abusivo al credito; in oltre mezzo milione di euro, il valore delle fatture false ed in oltre un milione di euro, la cifra corrispondente alle ritenute fiscali e previdenziali operate, ma non versate all’Erario ed agli Enti di previdenza.

Questa mattina, all’esito di 8 perquisizioni domiciliari, eseguite in varie località liguri ed in Piemonte, nelle abitazioni degli indagati e negli uffici delle aziende coinvolte nelle indagini, oltre alle misure coercitive, sono stati sequestrati beni per un valore globale di circa 250mila euro.