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La tempesta all’Ivo Chiesa, il testamento di Shakespeare

La tempesta all'Ivo Chiesa, il testamento di Shakespeare
La tempesta (foto Alessandro Serra)

Dal 25 – 29 gennaio 2023 a Genova al Teatro Ivo Chiesa

Alessandro Serra, acclamato in tutto il mondo per il suo Macbettu, si confronta con una delle opere più complesse e affascinanti di Shakespeare, La tempesta che presenta in un suo personale adattamento, firmando oltre alla regia anche scene, luci, suoni, costumi.

Già presentato in Francia, Polonia, Lituania e prossimamente in Ungheria, lo spettacolo – prodotto dal Teatro Stabile di Torino con il Teatro di Roma, Emilia Romagna Teatro, Sardegna Teatro, Festival di Avignone e Ma di Montbéliard, va ora in scena a Genova, al Teatro Ivo Chiesa dal 25 al 29 gennaio.

La tempesta di Serra affascina lo spettatore per le atmosfere oniriche e le sorprendenti soluzioni sceniche, ma il regista sottolinea anche l’aspetto politico del testo di Shakespeare.

«Nella Tempesta – scrive nelle note di regia – tutti cercano di usurpare, consolidare o innalzare il proprio potere».

Affidata a un cast versatile e affiatato – composto da Andrea Castellano, Vincenzo Del Prete, Massimiliano Donato, Salvo Drago, Jared McNeill, Chiara Michelini, Maria Irene Minelli, Valerio Pietrovita, Massimiliano Poli, Marco Sgrosso, Marcello Spinetta, Bruno Stori – la narrazione ruota intorno al mago Prospero, già Duca di Milano, che dopo essere stato spodestato dal fratello Antonio è costretto a trovare rifugio, insieme alla figlia Miranda, in un’isola sperduta nel Mediterraneo.

Qui, dopo avere reso suo schiavo lo spirito dell’aria Ariel e sottomesso Calibano, l’indigeno che ha sempre vissuto sull’isola, attraverso le arti magiche inizia a tessere le sue trame per vendicarsi di chi l’ha tradito e recuperare il potere perduto.

La tempesta è una sorta di testamento spirituale di Shakespeare – che si preparava a lasciare le scene -, una metafora dell’arte teatrale stessa e Alessandro Serra, che rappresenta l’isola con una pedana di legno / palcoscenico, non manca di sottolineare quest’aspetto: «È un inno al teatro fatto con il teatro, la cui forza magica risiede proprio in questa possibilità unica e irripetibile di accedere a dimensioni metafisiche attraverso la cialtroneria di una compagnia di comici che calpestano quattro assi di legno. L’uomo avrà sempre nostalgia del teatro perché è rimasto l’unico luogo in cui gli esseri umani possono esercitare il proprio diritto all’atto magico».

Inizio spettacoli: mercoledì e venerdì ore 20.30, giovedì e sabato ore 19.30, domenica ore 16. Biglietti da 13 a 30 euro. Info teatronazionalegenova.it