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La Regione non apre immobili Arte ai migranti, Pd: rivoltante

GENOVA. 18 GEN. "La Giunta Toti non aprirà gli immobili della Regione (Arte e Asl) ai profughi, lasciando soli i Comuni liguri che al momento si stanno occupando dell’accoglienza. L’esempio più lampante è quello del Comune di Genova e di altre 20 amministrazioni del territorio metropolitano (su 67 totali) che, in solitudine, stanno affrontando quest’emergenza umanitaria. Un modo decisamente rivoltante di fare campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative, perché se da una parte Toti, Viale e co. difendono i loro sindaci di centrodestra che si sono opposti all’accoglienza, dall’altra tentano di portare al collasso chi finora si è fatto carico, con grande senso di responsabilità, di questa emergenza. Il tutto sulla pelle dei cittadini liguri e su quella dei profughi, che l’assessore continua a chiamare “presunti”, senza alcun rispetto nei confronti di chi fugge da guerra, fame, disperazione e morte".

Lo hanno dichiarato ieri i consiglieri regionali del Pd.

"Se i migranti fossero distribuiti in tutti i Comuni della regione - hanno aggiunto gli esponenti del Pd - i conflitti e le paure sarebbero ridotti al minimo, si riuscirebbe a dare dignità e sicurezza a chi ospita e a chi viene ospitato e si eviterebbe che la Prefettura facesse azioni di forza. Certo, la Giunta Toti dovrebbe comportarsi come le Giunte di Lombardia e Veneto, dove le Regioni hanno assunto un ruolo di coordinamento, per l’accoglienza diffusa in tutti i Comuni. Da tempo l’Anci chiede all’ente regionale un tavolo per affrontare quest’emergenza in maniera globale, ma Toti e Viale preferiscono ignorare i sindaci e giocare allo scaricabarile elettorale, alimentando le tensioni e soffiando sul fuoco delle polemiche per parlare alla pancia dei cittadini".