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La Penitenziaria sventa un’evasione da Marassi, la rabbia del Sappe

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Il carcere di Marassi a Genova

E’ stata sventata un’evasione di un giovane detenuto straniero dal carcere di Genova Marassi. “Era già tutto previsto”, accusa il sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria SAPPe. Il sindacato, aveva inoltrato, qualche giorno fa, al Provveditorato ed al Ministero una lettera dove segnalava una serie di anomalie del sistema sicurezza di Marassi.

“E’ incomprensibile – prosegue il SAPPe – l’attuale politica gestionale dei detenuti a Marassi e della sicurezza, non capiamo più che ruolo abbia la Polizia Penitenziaria di Marassi, è un carcere gestito con il servizio dinamico cioè i detenuti non sono chiusi nella loro celle bensì sono liberi di girare per i reparti. Questo produce una serie di negatività e debolezze nel settore della sicurezza e, tra queste, la facilità con cui i detenuti possono oltrepassare i cancelli che sono aperti, e recarsi nei vari settori dell’istituto.

In questo caso il detenuto ha approfittato del quotidiano andirivieni di persone, non solo detenuti, che orbitano all’interno di Marassi quindi dal cortile passeggi, invece di rientrare in cella percorrendo ed oltrepassando i vari settori dell’istituto, è arrivato sino nei pressi dell’uscita dell’istituto dove, purtroppo per lui, la polizia penitenziaria li in servizio ha ben compreso che quel detenuto li non doveva starci e quindi è intervenuta bloccandolo, benché abbia opposto resistenza, pochi metri prima dell’uscita.


Continuiamo, come SAPPe, a denunciare l’indifferenza della nostra Amministrazione su quello che accade negli istituti della Liguria ma a Marassi in modo particolare dove sono presenti 700 detenuti su una capienza di 546 posti ma quello che non quadra sono i numeri della Polizia Penitenziaria oltre che in carenza d’organico vi sono ben 77 unità inviate a prestare servizio in  altri istituti”.

“In attesa che il Ministro Orlando faccia anche il Ministro della Polizia Penitenziaria – continua il SAPPe ligure – è necessaria l’attenzione dei politici su Marassi, c’è bisogno che il mondo politico si confronti con le nostre organizzazioni sindacali per approfondire le dinamiche di Marassi e comprendere le difficoltà operative di chi opera in quell’istituto ma soprattutto porvi dei rimedi”.

“Infatti – conclude il SAPPe – non tollereremo più che le responsabilità ricadano sempre sul poliziotto di turno e nessuna responsabilità venga attribuita a chi ha il compito di gestire ed organizzare l’istituto senza pensare alla sicurezza ed all’incolumità del personale, senza confrontarsi con i sindacati, senza prendere in considerazione le nostre proteste”.

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