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La Francia li vieta, l'Italia lascia correre: invasione di burkini in riviera

[caption id="attachment_214887" align="alignleft" width="730"] Una donna emacipate col bikini, accanto a una bagnante islamica che indossa il burkini[/caption]

SAVONA. 23 AGO. Emancipazione femminile in Liguria. La Francia (come la Svizzera italiana) vieta il burkini, ma l'Italia ha le maglie larghe e lascia correre.

Dalla Costa Azzurra alla riviera di ponente ci vuole più o meno un'oretta di auto e molte donne islamiche, spesso costrette ad indossare burkini, burqa, veli ed altro che le copre dalla testa ai piedi, vengono trasportate sulle nostre spiagge dai loro uomini, che le femministe intellettualmente oneste forse definirebbero "mariti-padroni".

Le musulmane sono accompagnate anche dalle bambine e dai bambini, che seguiranno l'esempio dato dai loro genitori e permesso nel Bel Paese.

Se il burqa a molti sindaci non piace, più che altro per questioni di sicurezza ed antiterrorismo, davanti all'invasione dei burkini quasi tutti fanno spallucce e finora nessun primo cittadino ha emanato il divieto di indossarlo in pubblico al mare, come hanno fatto i loro colleghi della riviera francese.

Tra le spiagge più gettonate dai mariti "fan" del burkini c'è anche Alassio, dove nelle scorse settimane aveva fatto alcuni giorni di vacanza, per poi dirigersi in Costa Azzurra, la principessa araba della famiglia reale saudita.