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Indagato vescovo pro immigrati: associazione per delinquere

[caption id="attachment_212826" align="alignleft" width="960"] Il vescovo Suetta tende la mano a immigrati e No borders: indagato per associazione per delinquere[/caption]

SAVONA. 6 AGO. In sostanza, con una mano tende la mano agli immigrati irregolari e ai No borders, ma con l'altra sarebbe coinvolto in presunti "mastruzzi" a danno dei cittadini.

Il vescovo della Diocesi di Ventimiglia e Sanremo, Antonio Suetta, risulta indagato nell'ambito dell'inchiesta della procura savonese sullo scandalo delle Coop sociali nel ponente ligure. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita e malversazione ai danni dello Stato.

In ballo ci sono finanziamenti pubblici per due milioni di euro.

L'alto prelato, che si era schierato a favore degli immigrati irregolari e quindi contro la cittadinanza preoccupata per insicurezza, degrado e pericoli sanitari a Ventimiglia e nei Comuni limitrofi, ora è finito nei guai insieme agli altri indagati.

Tra di loro c'è anche Sergio Oderda, il presidente della coop solidale Il Cammino di Sanremo, che ha acquistato e ristrutturato palazzo Curlo-Spinola a Taggia. Il vescovo Suetta nel 1994 fondò la struttura, amministrandola. La Guardia di Finanza l'altro giorno ha eseguito una serie di perquisizioni in casa di Sergio Oderda e presso la sede del Cammino.

Il finanziamento pubblico di 2 milioni risulterebbe utilizzato solo in minima parte per l'acquisto e la ristrutturazione dell'immobile. Sembrerebbe che buona parte dei soldi sia stata invece destinata a ripianare sofferenze bancarie del consorzio. Sarebbero stati accertati anche costi di rilievo relativi al contratti di leasing di auto di lusso, utilizzate da alcuni dirigenti del consorzio.

Il vescovo Suetta si è difeso e ha respinto le accuse, dichiarandosi estraneo ai fatti e spiegando di non avere ancora ricevuto contestazioni dai pm della procura savonese.