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Imperfezionismo: il nuovo movimento di Teorema Fornasari lanciato a ArteGenova 2026

All’area conferenze del Padiglione Blu della Fiera di Genova nasce un orientamento artistico che mette al centro errore, processo e autenticità

Sabato 14 febbraio 2026, alle ore 18, nel Padiglione Blu della Fiera di Genova, all’interno di ArteGenova, è stato presentato ufficialmente l’Imperfezionismo, movimento ideato dall’artista Teorema Fornasari. L’appuntamento, inserito nel programma culturale della fiera, ha registrato il tutto esaurito negli spazi dedicati. Oltre ad evidenziare l’interesse verso una proposta teorica che si confronta con le dinamiche della contemporaneità.

Momento centrale dell’incontro è stata la lettura del Manifesto, seguita da un confronto pubblico che ha coinvolto professionisti provenienti da ambiti differenti, chiamati a discutere il valore dell’imperfezione nel linguaggio artistico e nella società attuale.

Un confronto tra arte, scienza e professioni

Accanto alla fondatrice del movimento sono intervenuti l’artista e art director Francesco Galdo, il professore di Fisica e Astrofisica Daniele Grosso, il docente di Economia Antonio Lovecchio e la professoressa ordinaria di Istologia presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale della Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche dell’Università di Genova Emanuela Marcenaro.

Il dialogo si è esteso anche all’architettura e alle scienze umane con la partecipazione dell’architetto e professore Roberto Riccardo Miselli, già presidente dell’Ordine degli Architetti. Della psicologa e ricercatrice Anna Maria Roncoroni, presidente AISTAP e membro dell’Advisory Board dell’European Council for High Ability, del primario di Neurologia dell’Ospedale San Martino, Massimo Delsette e del primario di Neurologia dell’Ospedale Galliera Claudio Marcello Solaro.

Fondamentale nello sviluppo teorico del Manifesto è stato il confronto con il critico d’arte Alberto Moioli, che ha contribuito a definire l’impianto concettuale del movimento, rafforzandone la dimensione critica e interdisciplinare. È stato inoltre diffuso un contributo scritto dello storico e critico dell’arte Roberto Garbarino.

Nicola Rossi organizzatore di ArteGenova 2026

L’arte come processo e non come risultato

L’Imperfezionismo prende forma da una riflessione che mette in discussione la centralità dell’opera come esito definitivo. Nella visione proposta da Fornasari, il valore risiede nel percorso, nel divenire e nella stratificazione dell’esperienza creativa. L’imperfezione è interpretata non come limite ma come traccia autentica del processo, capace di restituire complessità e verità all’atto artistico.

In un contesto storico segnato dalla ricerca di standard formali assoluti, spesso amplificati dalla tecnologia digitale e dai social media, il movimento rivendica errore, fragilità e incompiutezza come elementi essenziali del linguaggio contemporaneo. L’arte non è rappresentazione di un ideale statico, ma espressione di trasformazione continua.

Imperfezionismo, le dichiarazioni di Alberto Moioli

Nel suo intervento, Alberto Moioli ha espresso soddisfazione per la partecipazione registrata. Definendo l’incontro un momento storico perché segna l’avvio ufficiale di un percorso già radicato nella pratica dell’artista. Ha spiegato di sostenere le idee di Fornasari per la coerenza e la profondità della sua ricerca. Oltre a sostenere come l’Imperfezionismo non si ponga contro altri orientamenti, ma proponga un pensiero forte capace di interrogare la condizione contemporanea.

Secondo il critico, in un’epoca in cui la tecnica e la ricerca della perfezione rischiano di comprimere la dimensione umana, il movimento riporta al centro l’umanità attraverso il dubbio e l’errore. Ha evidenziato inoltre la trasversalità culturale dell’iniziativa, auspicando che il confronto tra discipline diverse possa proseguire anche oltre la manifestazione genovese, favorendo crescita e consapevolezza.

Il pubblico alla presentazione

Imperfezionismo, la riflessione di Roberto Garbarino

Nel suo contributo scritto, Roberto Garbarino ha collocato l’Imperfezionismo all’interno delle trasformazioni che hanno attraversato l’arte dalla seconda metà del Novecento. Ha richiamato le crisi delle avanguardie e il mutamento della percezione dell’immagine nell’era dei media digitali. Osservando come la comunicazione contemporanea possa generare distorsioni e isolamento.

In questa cornice, il movimento viene interpretato come spazio di non omologazione e come contenitore capace di accogliere molteplici espressioni creative. L’imperfezione diventa così condizione evolutiva e strumento di conoscenza, in sintonia con le tensioni e le complessità del presente.

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