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Il Telefono Azzurro entra nel carcere di Chiavari

[caption id="attachment_205173" align="alignleft" width="754"] Presentata la ludoteca nel carcere di Chiavari fatta in collaborazione col Telefono Azzurro[/caption]

GENOVA. 11 GIU. Carcere di Chiavari e Telefono Azzurro hanno avviato una collaborazione a favore dei detenuti che hanno figli.

All'interno della struttura carceraria è stato istituito uno spazio, una ludoteca, nel quale ospitare i figli in visita ai propri padri che si trovano in carcere.

Si tratta di uno spazio accogliente e familiare in cui i volontari dell'Associazione cercheranno di favorire e rendere meno traumatiche le relazioni di bambini e ragazzi con i genitori detenuti, attraverso attività ludiche, formative e di assistenza.

La presentazione del progetto è avvenuta questa mattina presso la sala colloqui della Casa di Reclusione di Chiavari in via Gasometro 2.

Sono intervenuti il 'padrone di casa' il Comandante Andrea Tonellotto; Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile, Andrea Tonellotto, un assessore del Comune di Chiavari, il vice Sindaco di Lavagna e la direttrice ella Scuola E. Luzzati.

Saranno proprio i volontari del gruppo territoriale di Lavagna, presenti all’incontro, a portare avanti il neonato progetto di Chiavari, che diventerà, così, la 18esima sede dell’attività: al momento, infatti, “Bambini e Carcere” opera già in 17 strutture in tutta Italia ed è in fase di attivazione anche a Voghera e Santa Maria Capua Vetere.

Presso tutte queste strutture vengono seguiti mensilmente circa 857 minori attraverso la costante presenza di 224 volontari adeguatamente formati e preparati.

Dalle statistiche del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria emerge che, al 31 dicembre 2015, la popolazione detenuta è pari a 52.475; di questi, circa 22.361 sono anche genitori (fonte: Ministero della giustizia).

Ma tornando allo spazio, si tratta di uno spazio risistemato ad hoc da alcuni detenuti che si sono offerti volontari che hanno ripitturato le pareti; successivamente la stanza è stata abbellita con alcune sagome di compensato modellate e colorate dai ragazzi del triennio della Scuola E. Luzzati di Chiavari.

Parallelamente a queste attività, i volontari si impegnano anche a costruire momenti di confronto con i genitori detenuti volti a far comprendere loro le finalità del progetto, ovvero il recupero degli affetti familiari, attraverso “gruppi di parola”, momenti di condivisione di esperienze e emozioni, laboratori di scrittura e colloqui individuali.

"Il progetto Bambini e Carcere ha l’obiettivo di favorire il rapporto dei minori con i genitori detenuti, anche in un contesto come la realtà carceraria spesso difficile da comprendere, soprattutto per un bambino”, ha commentato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e Docente di Neuropsichiatria Infantile, “Telefono Azzurro si impegna quotidianamente al fianco di bambini e genitori in carcere, da oltre 20 anni, in istituti penitenziari di tutta Italia, intervenendo in prima persona - durante e dopo il carcere – per contribuire a ricostruire un tessuto sociale e familiare lacerato. Un progetto che intende mettere in pratica il principio sancito dall’articolo 9 della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia secondo cui il bambino i cui genitori, o uno dei due, si trovano in stato di detenzione, deve poter mantenere con loro dei contatti appropriati”.

I colloqui inizieranno sabato prossimo.