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Il Nano Morgante | La singolar tenzone dell’ “Uomo domestico”

GENOVA. 14 GEN. S’impone una fugace riflessione sulla mole di informazioni e di annunci  catapultata quotidianamente sull’ “uomo domestico”. Sulla costellazione di notizie provenienti dalla galassia social e da altre disparate fonti, atte a costituire, nel tempo, la sua scorta di saggezza.

L’argomento indaga il fenomeno della conoscenza  fai-da-te, quella che il cittadino autodidatta cataloga a mezzo “social” o “per sentito dire” e di cui si fa scudo nella sua quotidiana tenzone.

Questi dati in circolo, questi rimbalzi di passa-parola disorganici e gestiti alla bell’e meglio (dall’interpretazione tutta personale del Codice Penale all’utilizzo estemporaneo e rabberciato del Prontuario medico) non disinnescano  un’ansia progressiva e invalidante. Anzi, la alimentano  giorno per giorno.

Quest’ansia scardina, in qualche modo, la fiducia del singolo verso i propri simili e verso le Istituzioni, escludendo ogni genere di “cura” e di benevola attenzione per le altrui esigenze; franando verso un generalizzato e compulsivo tuziorismo.

Dopo l’evidente abbandono del principio caritativo e di ogni genere di prodigalità dal novero delle buone azioni, si insinua la preoccupazione per gli esiti prodotti da una fuorviante gestione fai-da-te delle informazioni.

In tal senso, pare allineata la drammatica considerazione di N.Chomsky: “il permanente ingozzamento di informazioni dai media satura i cervelli che non riescono più a discernere, a pensare con la loro testa”.

Riportando la narrazione a conclusione e parafrasando per l’occasione “la conoscenza è nulla senza controllo” di un noto spot pubblicitario, pare improvvido attribuire alle Istituzioni pubbliche, così come al nostro vicino di casa, intenti sempre predatori ed ostili, su cui comodamente fondare risposta bellicose.

Quanto mai opportuno contrastare tale diffuso (s)ragionare. Per evitare che l’umano in cattività, isolandosi sempre più, si candidi e si condanni, senza appello, agli arresti domiciliari volontari.

Massimiliano Barbin Bertorelli