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Il Nano Morgante | Dr. Jeckill & Mr. Hyde

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Il Nano Morgante | Dr. Jeckill & Mr. Hyde

Trovo sponda, in un editoriale di Mario Giordano su Panorama, per segnalare la diffusa percezione in questa Società di una forma di burocrazia personalizzata, ostile e rancorosa, che si sostituisce alla bonaria ragionevolezza del rapporto con gli altri. Una burocrazia che traduce un’idea di fermezza che mai transige, salvo quando se ne presenta la favorevole occasione.

Un orientamento pentecostale (senza alcun intento offensivo verso la pertinente confessione)  che, da un lato, esige il rispetto degli altri e delle regole civiche e, dall’altro, ne esprime una giornaliera interpretazione, alternativa e possibilista rispetto al granitico intento originario.

Qualunque norma può quindi essere superata d’emblee  a seconda delle circostanze. Anche se apparentemente applicata erga omnes, in realtà, viene adattata caso per caso.

E’ la traduzione di un “modus vivendi” che non di rado contrappone, nell’ambito dell’esercizio delle singole funzioni sociali, noi agli “altri”,  intesi come componente estranea rispetto ad un ristretto ambito di relazioni.

Non è insolito che ciascuno trovi giaciglio in un tal mondo personale e protetto, a fatica conquistato.

All’interno di tale microcosmo si attivano gran parte delle dinamiche dell’essere umano, perlopiù escludenti, in accordo con l’indole abitudinaria che spesso lo compone.

Non stupiamoci, pertanto, se il conducente dell’autobus, pur alla fermata e pur avendoci presuntivamente visto, non ci apre le porte per entrare e se ne va via. Non stupiamoci se ci hanno elevato una contravvenzione ritenuta palesemente ingiusta, sempre blindata da una applicazione rigorosa e letterale della norma.

Non stupiamoci, poiché fare “figli & figliastri” è una regola insopprimibile: tanto criticata quando la si subisce, quanto  celebrata ed applicata quando ci va a favore.

Come in un episodio del film “I mostri”  di Dino Risi,  il cui protagonista si comporta diversamente a seconda che vesta i panni del pedone o quelli di automobilista, ciascuno di noi é un cittadino-modello, ma a targhe alterne.

Diciamo pure che il nostro Dr.Jeckill non esita a trasformarsi quotidianamente in Mr.Hyde, per personale convenienza e, spesso, in barba alla stessa regola di cui poco prima ha innalzato il vessillo.

Massimiliano Barbin Bertorelli