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Il Falstaff di Ronconi al Carlo Felice

GENOVA. 7 GEN. Dopo Traviata, al Carlo Felice  è la volta di Falstaff, un’altra opera che fa parte della trilogia verdiana che comprende anche Don Carlo. Da venerdì 20 gennaio, alle ore 20.30, con repliche fino al 29 gennaio, il teatro genovese propone l’ultima opera lirica del genio di Busseto, che riscoprendo l’opera comica, sorprese tutti al Teatro alla Scala il 9 febbraio 1893, data della prima assoluta.

L’ultima rappresentazione di Falstaff al Carlo Felice fu nel febbraio del 1999, e questa volta l’allestimento porta una firma importante, quella di Luca Ronconi , che ne seguì la regia al Teatro Petruzzelli nel 2013.

“ Il grande teatro cerca il grande pubblico – afferma Maurizio Roi alla presentazione dell’opera - con Falstaff vogliamo replicare il successo di Traviata e valica l’interesse dei puri amanti dell’opera. Non solo melomani in platea, ma anche tutti quelli che di solito conoscono meno la lirica. Vogliamo dimostrare  che il teatro di qualità va oltre e Falstaff è un’opera che si presta perchè è pura ironia”.

Falstaff infatti è un lavoro eccezionale in quanto in esso è apprezzabile tanto la qualità quanto la modernità della partitura e della drammaturgia musicale di Vervi . Falstaff non è certo l’opera di un anziano compositore ottocentesco che, giunto al limite del nuovo secolo, si bea con nostalgia del proprio glorioso passato, anzi! è un’opera che guarda al futuro, un testamento lasciato ai compositori che verranno, un estremo sforzo creativo. Luca Ronconi, uno dei più grandi registi italiani di prosa e lirica del secondo dopoguerra, scomparso  due anni fa, ha saputo leggere con cura il prezioso testamento del compositore creando un’allestimento che coinvolge al massimo come racconta Marina Bianchi che riprende il lavoro del regista.

“Ho lavorato tanti anni con Ronconi alla Scala - dice la Bianchi -  ed ho visto il forte impatto che Luca aveva sulla materia lirica. Falstaff è stata l’ultima opera di Verdi come è stata l’ultima opera anche di Ronconi.Nel nostro lavoro insieme non c’è mai stata alcuna seduzione, come di solito accade tra mestro e discepola, ma solo stima profonda. Come sempre Luca per l’occasione ha creato una macchina che ha trovato il perefetto realizzarsi in Tiziano Santi. L’incontro fra talenti per Ronconi è sempre stato importante, come il lavoro sui attori e cantanti che si differenzia dall’uno all’altro secondo la loro personalità e fisicità. Io cerco di ripercorere questo cammino. In quest’opera le donne sono cattive ed aggressive – continua la regista - e per questo vengono rappresentate come galline col culone. Ronconi seguiva moltissimo anche i costumi e ricordo che il costume del protagonista Falstaff, ci aveva davvero fatto impazzire. Finalmente trovata la soluzione, vedrete come questo costume spicchi all’interno della scena teatrale. Questo spettacolo è il testamento di Luca Ronconi ed è un esempio di grande teatro”.

Le scene sono firmate da Tiziano Santi, i costumi sono di Tiziano Musetti e le luci A.J. Weissbard.Nel cast Carlos Álvarez nel ruolo del protagonista, Alessandro Luongo (Ford),  Pietro Adaìni (Fenton), Cristiano Olivieri (Dottor Cajus), Marcello Nardis (Bardolfo), Luciano Leoni (Pistola), Rocío Ignacio (Mrs. Alice Ford), Leonore Bonilla (Nannetta), Barbara Di Castri (Mrs. Quickly) e Manuela Custer (Mrs. Meg Page).

FRANCESCA CAMPONERO