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Il Cliente, perfetto connubio tra teatro e cinema

ROMA.07.FEB. "Per molto tempo mi sono dedicato al Teatro", cosi' dichiarava Asghar Farhadi, per i seguaci che lo seguivano, al Festival di Kustendorf del 2014, sottolineando come teatro e cinema costituiscano due forme d'arte nettamente differenti, che possano talvolta confluire l'una nell' altra.

Ed a due anni di distanza da quelle asserzioni, sciorinate con la semplice umanita' che lo contraddistingue, realizza Il Cliente, premio miglior sceneggiatura e miglior interpretazione maschile Cannes 2016, che esordisce a mo' d'opera teatrale, nello specifico descrivendo le prove per un spettacolo da parte di una compagnia di attori di Teheran ed in effetti, per l' intera estensione della pellicola, realta' e finzione non si confondono, ma si sovrappongono armonicamente.

Inutile dire che la regia, marcatamente autoriale, e' ottima. Puliti la fotografia di Hossein Jafarian ed il suono di Yadollah Najafi, tanto da essere trasportati pienamente, sin dal primo frame, dentro al film, in cui incontriamo un Iran dalla società colta, impegnata e solidale, ma certamente con qualche tratto di durezza restrittiva. La civiltà iranica è antichissima, l'incantevole universo di Zarathustra che, attualmente, è dominata dalla religione musulmana.

Ed in effetti, la compagnia di attori che mette in scena Morte di un Commesso Viaggiatore di Arthur Miller, è soggetta ad alcune limitazioni. Basti vedere l'attrice che pur dovendo rappresentare, sulla scena teatrale, un personaggio femminile più spinto, indossa un impermeabile. il concetto di moralità è sempre in agguato, pur conducendo i personaggi del film, uno stile di vita abbastanza moderno, ma evidentemente non del tutto libero. Tra gli attori teatranti e parte strutturale del film, troviamo Babak Karimi,nato a Praga d'artisti iraniani, che da sempre vive in Italia, vantando il ruolo di consulente presso la Biennale Cinema di Venezia. Qui sovrintende al doppiaggio italiano ed interprete del ruolo di Babak.

Ma veniamo alla trama. Due degli attori principali della compagnia teatrale, Rana ed Emad, restano senza casa a seguito del semicrollo dello stabile ospitante il loro appartamento. Così Babak, loro collega attore, trova velocemente un altro appartamento, su cui suo malgrado si addensa un'ombra. La donna che vi abitava precedentemente non era di retti costumi ed aveva un "cliente". Così Rana, interpretata da una splendida Taraneh Alidoosti, una sera, credendo che ad aver citofonato fosse stato il marito, apre senza chiedere chi fosse, per poi precipitarsi in bagno a fare una doccia, dove viene aggredita dal "cliente" non si sa in quali termini, perché il tipo di aggressione resta in parte non svelato. Allertato dai vicini, il marito Emad, interpretato dall'intenso Shahab Hosseini che con questo ruolo si è guadagnato il già citato premio a Cannes, resta indelebilmente sconvolto. E' da sottolineare come Emad sproni la moglie a denunciare l'aggressione alla Polizia, ma come Rana, evidentemente per pudore, si rifiuti di farlo ed intenda solo obliarsi della vicenda, sebbene ne resti psicologicamente segnata. Quindi sussiste un capovolgimento dei ruoli: l'uomo dalla parte della verità, la donna che vuole coprire.

Chiaramente la pellicola trasuda una non del tutto piena fiducia nelle Istituzioni o quanto meno nell'efficacia del loro intervento. Così il film diventa una metafora sul farsi Giustizia da sé, fino alla vendetta morale che implicherà delle conseguenze cariche di dolore. Emad, assorbita la ritrosia alla denuncia da parte della moglie, si metterà da solo sulle tracce dell'aggressore. E lo troverà. Non sarà chi si aspetta. Incontrerà un uomo fragile, facile alle tentazioni, da cui pretenderà una confessione e le scuse dinanzi a tutta la famiglia. Ma l'uomo è malconcio e siamo pur sempre in Iran, sicché la strada verso l'auto-giustizia assumerà una piega amara proprio la sera di una delle principali rappresentazioni teatrali, dove tra l'altro il nostro Emad interpreta il ruolo principale del Commesso Viaggiatore. Il dolore inscenato a teatro sarà fin troppo reale, sopra ad un finale che resta sospeso presagendo la tragedia.

Da vedere sicuramente. Il personaggio migliore è rappresentato sicuramente da Emad, uomo probo e tendenzialmente fiducioso nella Giustizia degli Uomini, il cui inappagato desiderio di chiarezza, lo trasformerà in un giustiziere un pò sadico, come spesso accade in qualunque parte del mondo, quando un grave torto subito non riceve scuse ed inciampa in ciò che è considerato normalità. Shahab Hosseini è un artista eccezionale, dallo sguardo profondo che di tanto in tanto riporta alla mente il grande attore yugoslavo Bekim Fehmiu, l'interprete de Le Avventure di Ulisse ( 1968 ). Meritatissimo il suo premio. Più debole è il personaggio di Rana che vuole solo dimenticare, senza denunciare. Brava comunque l'attrice Taraneh Alidoosti. Ci piace certamente Babak Karimi per il mood conciliante e bonario.

Quanto ad Asghar Farhadi (Khomeyni Shahr, 7 maggio 1972 ), possiamo affermare con forza che di strada ne ha percorsa e con grande stile. I suoi films presentano sempre la struttura del thriller, non come finalità, ma esclusivamente come metodo narrativo, allo scopo di svelare il peso morale che attanaglia i personaggi, tragicamente sul finale, senza possibilità di scampo. Aveva già vinto l'Orso d'Argento con About Elly, pellicola del 2009, in qualità di miglior regista.

Stavolta Il Cliente è candidato all'Oscar come miglior film straniero, posto che il governo USA lasci entrare il talentuoso Asghar e che lo stesso ne abbia intenzione, visto la bufera USA.

Ad ogni modo, anche se Asghar e collaboratori dovessero arrestarsi sulla "frontiera americana" e non lo auspichiamo, ci auguriamo che l'Oscar come miglior film straniero venga assegnato ad Il Cliente, emblema di una narrazione cinematografica che non concede sconti al dramma e ci complimentiamo con Asghar Farhadi per il percorso artistico che non ha intaccato per nulla la propria identità culturale e la generosa semplicità che emerge dal suo modo di fare che incanta il cuore di chi ha avuto il bel privilegio di conoscerlo.

Romina De Simone  

https://youtu.be/l-N7Kx7nh9k