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Il Cal a Toti: Rapallizzazione, no grazie

[caption id="attachment_61034" align="alignleft" width="300"] L'assessore Scajola s'impegna e fa il "tour Piano casa" in lungo e in largo per la Regione, ma le Autonomie locali oggi gli hanno votato contro[/caption]

GENOVA. 25 NOV. Sul parere negativo al disegno di legge regionale "Piano Casa" espresso stamane dal Cal, Comitato autonomie locali, oggi pomeriggio ci sono stati colpi e contraccolpi da destra e da sinistra.

L'assessore all’Urbanistica Marco Scajola ha annunciato che la legge sarà portata comunque in consiglio regionale il 15 dicembre e ha difeso il provvedimento a spada tratta: “Su quanto è accaduto oggi al Cal resta un fatto molto chiaro. La stragrande maggioranza dei presenti non è contraria al Piano Casa. Ricordo che Anci, attraverso il proprio Ufficio di Presidenza , nei giorni scorsi, sia pure con alcune condizioni,  aveva espresso un parere favorevole. Condizioni alcune delle quali, dopo un confronto , erano e sono già oggetto di emendamenti della maggioranza. Resta il fatto, quindi, che Anci  si è espressa favorevolmente nei confronti del Piano Casa. Nell’aula del Cal si è scritta invece una pagina di vecchia politica, basata su pressioni, strumentalizzazioni, ripicche e sul tentativo di mantenere poteri da tempo superati che i cittadini non vogliono più. Noi andiamo avanti, non ci faremo condizionare da questa vecchia politica che il Pd ha ancora molto a cuore".

"Stamane al Cal è finita 10 a 13 - ha replicato il capogruppo regionale Pd Raffaella Paita - con i voti contrari dei territori di Genova, Savona, Imperia e della Spezia. Insomma: le autonomie locali, nel loro Consiglio più ampio, affossano la legge cementificatrice della maggioranza di destra. Il governatore Toti vuole portare questo territorio indietro: all’epoca della rapallizzazione. Ed è per questo – sottolinea la capogruppo del Pd – che i Comuni e gli enti locali si sono ribellati. La giunta era certa che il parere del Cal sarebbe stato positivo e invece oggi ha avuto un’amara sorpresa. Toti e Scajola possono ignorare questo parere e andare avanti per la loro strada, ma rimane il dato politico che per una legge così importante e avversata, un voto negativo degli enti locali è un segnale di dissenso molto forte”.