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I tre libici arrestati in porto e lasciati liberi sono fuggiti

[caption id="attachment_148791" align="alignleft" width="360"] Il gip Cinzia Perroni li ha lasciati liberi e loro sono fuggiti: i tre libici fermati in porto a fine dicembre scappati senza documenti, auto e telefonini[/caption]

GENOVA. 17 MAR. Sospetta cellula di supporto all'Isis. Il gip Cinzia Perroni li ha lasciati liberi. Il pm Pier Carlo Di Gennaro aveva chiesto di tenerli in gattabuia, anche per il pericolo di fuga. I tre libici arrestati a inizio gennaio in porto a Genova da qualche giorno sono spariti. Senza auto, passaporti e telefonini, ossia quello che la procura gli aveva sequestrato. Svaniti nel nulla, poco dopo aver riacquistato la libertà a metà febbraio. In fuga con l'evidente supporto logistico di qualcuno. Secondo gli investigatori, che l'altro giorno li hanno aspettati invano per il formale dissequestro dei beni e restituire auto, passaporti e telefonini, potrebbero avere già lasciato l'Italia. Sul caso, indaga l'antiterrorismo italiano.

Il terzetto era stato arrestato in porto a Genova, provenienti da Tunisi, a bordo di tre auto identiche di grossa cilindrata. Sui telefonini erano state trovate immagini che facevano riferimento a scene di guerra, terroristi e Stato islamico. L'ipotesi investigativa avanzata in un primo momento era stata quella che il gruppo fosse implicato in un traffico illecito di auto per poi finanziare il terrorismo.