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Giudici del Tar: ok a benefici per il richiedente asilo che fa l'accattone

[caption id="attachment_211457" align="alignleft" width="620"] Un immigrato nigeriano ha vinto la causa contro il ministero degli Interni: ok a benefici[/caption]

SAVONA. 26 LUG. Caos immigrati e business accoglienza. In attesa di ottenere o meno lo status di profugo, i richiedenti asilo d'ora in poi potranno continuare ad usufruire privilegi e benefici previsti dalle misure di accoglienza, anche se passano il tempo a fare gli accattoni.

I giudici del Tar della Liguria l'altro giorno hanno dato ragione a un richiedente asilo nigeriano, sbarcato alcuni mesi fa in Italia e sostenuto da un'associazione umanitaria, che si era visto revocare dalla Prefettura di Savona tali diritti, riservati agli stranieri richiedenti asilo, perché il Comune di Pietra Ligure lo aveva segnalato come "soggetto dedito all'accattonaggio".

La battaglia legale è stata vinta contro il ministero dell'Interno e la Prefettura ed ha permesso all'immigrato di riacquistare immediatamente tutti i diritti, privilegi e benefici delle misure di accoglienza per chi è entrato in Italia richiedendo protezione internazionale.

L'accattonaggio era stato considerato "in contrasto con le regole di condotta dei richiedenti asilo". La sentenza del Tar ha precisato che il ricorso era fondato per "l'omissione della preventiva comunicazione d'avvio del procedimento di revoca, in assenza di esplicitate, particolari esigenze di celerità".

"La revoca delle misure di accoglienza riveste un carattere eminentemente discrezionale e postula pertanto una valutazione in concreto della singola fattispecie, da effettuarsi soltanto a seguito di un pieno contraddittorio procedimentale".

Il ministero dell'Interno è stato condannato a pagare le spese di giudizio: mille euro più Iva.