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Giudici contro Lega, Salvini: quei soldi non ci sono è un processo politico

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Ministro dell'Interno Matteo Salvini

“Nel ruolo di vice premier e ministro dell’Interno voglio occuparmi di cose serie. Quei soldi non ci sono. Non li ho mai visti. Riguardano eventuali reati di 10 anni fa per cui sarebbero stati spesi in maniera sbagliata da chi c’era ben prima di me circa 300mila euro. Di quello stiamo parlando.

Non si capisce in base a che cosa uno debba sequestrare i soldi che il pensionato, lo studente o l’artigiano ha dato domenica scorsa a Pontid, i 5 euro tolti dalla sua pensione perché crede nelle battaglie della Lega.

E’ un processo politico. E’ una sentenza politica. Cercano di metterci fuorilegge. Non ci stanno riuscendo.

E’ evidente: la Lega è l’unico partito nella storia europea che vuol essere messo fuorilegge tramite sentenza giudiziaria per un (presunto) reato che non è stato ancora provato. Detto questo, buon lavoro ai giudici”.

Lo ha dichiarato stasera il vicepremier, ministro dell’Interno e segretario federale della Lega Matteo Salvini, intervistato su La7, in merito al verdetto dei giudici di Cassazione che hanno accolto la linea della Procura di Genova sul sequestro dei conti del Carroccio (v. articolo precedente) fino a quasi 49 milioni di euro “ovunque siano” anche se si tratta di soldi che nulla hanno a che fare con il presunto reato (truffa ai danni dello Stato per i rimborsi elettorali) che sarebbe avvenuto tra il 2008 e il 2010.

Il ministro Salvini ha quindi confermato quanto in sostanza aveva già dichiarato nel pomeriggio l’attuale amministratore del Carroccio, on. Giulio Centemero.

“Possono sequestrarmi la camicia e le mutande – ha aggiunto il ministro Salvini – i mocassini e le calze. Il telefonino e quello che vogliono. Ripeto, buon lavoro ai giudici e agli avvocati. Facciano in fretta”.

Poi il monito a tutti: “Chi parla di soldi rubati viene querelato. Perché chi parla di soldi rubati e mi tira in ballo viene querelato. Ho tanti difetti, ma sulla mia onestà non permetto che si transiga.

Se ci sono fatti di 10 anni fa che riguardano persone che c’erano dieci anni fa si pensi a quei soldi. Non a milioni di italiani che stanno credendo adesso nella Lega e che col 2xmille danno volontariamente un loro contributo alla Lega perché credono nelle nostre battaglie.

Se c’é qualche giudice che vuole mettere fuorilegge un partito usando strumenti suoi, auguri, non ce la fanno. Siamo assolutamente sereni. Io 48 euro glieli posso portare di tasca mia. Quarantotto milioni di euro non li vedo in dieci esistenze”.

Allargando le braccia, il ministro Salvini ha quindi concluso così l’intervista sull’argomento concessa a La 7: “Stanno cercando conti in Lussemburgo, conti in Svizzera, ma non ci sono. Sequestreranno le biciclette, gli diamo i cappellini, le spillette, gli diamo quello che vogliono”.