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Giù la Diga, Begato non può essere Scampia: avviate verifiche per demolirla

GENOVA. 29 SET. Genova non può essere come Scampia. Dopo i tour dei politici in campagna elettorale, in primis i leader della Lega Matteo Salvini ed Edoardo Rixi, ora Arte e Comune stanno pensando di buttare giù i palazzi bianco e rosso della Diga di Begato.

La discutibile opera di edilizia popolare, firmata dall'architetto Pietro Gambacciani e realizzata a metà degli anni Ottanta, ha una grandezza di 140mila metri cubi, dove sono stati ricavati 276 appartamenti in un edificio e e 245 nell’altro.

Simbolo della periferia più degradata, la Diga di Begato fin dall'inizio era stata paragonata alle Vele di Scampia.

Ora, i tecnici di Arte Genova, in collaborazione con quelli di Tursi, con "una ricognizione tecnica, sociale ed economica" hanno cominciato a fare i primi passi per verificare la possibilità di abbattimento degli edifici. L'idea risulta condivisa anche dal sindaco Marco Bucci.

Successivamente "sulla base dei dati delle verifiche saranno assunte le opportune decisioni".