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Genoa, Morosini "Un onore essere qui"

GENOVA 6 GEN.  Una questione di orecchio la passione per la musica. Nel dna famigliare. E una questione di tecnica mettere la palla dove il portiere non può arrivare. Come avvenuto oggi nella partitella con la Primavera. Un gol fotocopia dell’ultimo realizzato con la maglia del Brescia. Piccoli, grandi talenti studiano per guadagnarsi la ribalta al sole della Serie A Tim. Leonardo Morosini, segnatevi il suo nome. Come biglietto da visita niente male, non c’è che dire.

“Questi primi giorni sono stati positivi, ho notato subito la differenza nei metodi di allenamento e, con il tempo, spero di potermi abituare a questa intensità. Qualità e fisicità in A sono superiori. E’ un onore essere al Genoa. Una squadra che punta forte sul gruppo come si è visto nel girone di andata. Nell’ultimo periodo mi sono fermato per la frattura di zigomo e naso, poi ho avuto l’influenza, ma conto di recuperare velocemente la condizione. L’approccio al lavoro da parte dello staff tecnico è particolare, devo prendere il ritmo e fare in fretta”.

 

Un papà che gli ha trasmesso la passione per il piano. Una mamma insegnante che gli spalancato le lingue. E un fratello calciatore che ha avuto meno fortuna di quanta ne abbia avuta lui già in nazionale Under 21. “Ho molti interessi al di là del calcio, anche se all’Università ho rallentato negli ultimi tempi. Mio fratello è stato un grande esempio ed è stato solo più sfortunato di me. Il Genoa è il percorso giusto perché avrò la possibilità di imparare dagli altri. Credo che un giocatore moderno debba adattarsi a ricoprire più ruoli. Mi esprimo meglio nella fase di attacco. Nel calcio di oggi occorre essere pronti a difendere, correre tanto per recuperare il pallone, essere intelligenti nella disponibilità al sacrificio e pronti nella voglia di lottare. Il mio modello calcistico, essendo pure cresciuto nel Brescia, è Roberto Baggio per le cose che ha fatto in campo e lo stile di vita fuori".

"A giugno c’era stato un contatto con il Bologna. Da due, tre mesi il Genoa spingeva forte e così ho chiuso la porta ad altri. Ringrazio il Brescia e i club precedenti. Il presidente e Fabrizio Preziosi, mister Juric e Omar Milanetto. Sono un grande estimatore di Fabrizio De Andrè. Che canzone dedicherei alla nuova squadra? Don’t stop me now dei Queen, al motto di chi si ferma è perduto!”.