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Genoa, Beghetto "Scelto il Grifone per il bel gioco"

GENOVA 6 GEN.  Dalla Serie D alla Serie A in poco più di due anni. Un’ascesa incredibile quella di Andrea Beghetto che viaggia veloce in campo e con le parole fuori. L’ascensore che lo ha portato quassù si è fermato al piano del Genoa. Una faccia che è il ritratto della felicità. Sette assist e un gol nella prima parte di campionato con la Spal. Ora l’inizio di una nuova avventura e la voglia di arrivare più in alto possibile con la maglia del Grifone. Da dove iniziamo?

“E’ nelle mie caratteristiche andare sul fondo, cercare gli attaccanti e servire cross al centro. In questi primi giorni sono impegnato a studiare i movimenti dei compagni. E’ un grande salto approdare nella massima serie e ne sono consapevole. Un ringraziamento particolare va alla Spal che mi dato la possibilità di giocare con continuità e alle società e ai tecnici che sono stati importanti in questa scalata a partire dalla stagione con l’Este. In attesa di capire se la trattativa si sarebbe concretizzata, ho fatto il pieno di partite alla televisione. In A il gioco è più veloce ed è migliore la qualità dei passaggi”.

 

Ci sarà da lavorare per bruciare le tappe. “La scelta di venire al Genoa, il club più antico in Italia con una grande storia, è stata dettata anche dal tipo di gioco basato sugli esterni. Con mister Juric posso migliorare. Allenarmi con giocatori di categoria superiore come capitan Burdisso, un esempio da seguire, è un onore per ciò che ha fatto e rappresenta”. Proprio il tecnico croato è un valore aggiunto per la capacità di esaltare le peculiarità dei giocatori. Una garanzia per chi è arrivato a respirare l’aria dei grandi e dei grandi ha nelle corde l’umiltà di sapere che la strada è lunga. “Con il mister ho avuto un bellissimo impatto. Si vede che è un tecnico che chiede molto e che il gruppo lo segue fortemente. Sono contentissimo di essere arrivato qui, di avere seguito la mia idea e avere alle spalle una società che mi può far crescere”. La tradizione di una famiglia di sportivi cammina sulle gambe di Andrea. “Il centravanti che aveva giocato nel Genoa forse è un cugino alla lontana, il mio è un paese piccolo e in qualche modo siamo tutti imparentati. Mio padre  ha giocato a lungo, compagno di mister Murgita al Vicenza e mio nonno è stato un olimpionico”.

 

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