Home Cronaca Cronaca Italia

G8 2001, comandante Alfa: Carlo non è un eroe. Poi attacca papà Giuliani

0
CONDIVIDI
Il libro del mitico comandante Alfa del Gis dei carabinieri

“Il carabiniere coinvolto nella vicenda di Carlo Giuliani al G8 di Genova ha dovuto lasciare l’Arma e da quel processo, anche mediatico che ha avuto, sta ancora sotto cura, ma nessuno ne parla, parlano invece di Carlo Giuliani che per alcuni è diventato un eroe.

Il padre (Giuliano Giliani, ndr) prima fa una intervista nella quale dice di dissociarsi da quello che ha fatto il figlio. Poi, quando vede come andavano le cose, dice che il figlio era un bravo ragazzo.

A Genova in quella circostanza ci sono stati tre giorni di guerriglia urbana. Io alla Diaz non c’ero quindi non posso dire se la Polizia abbia ecceduto o meno”.

E’ la sintesi di quanto ha coraggiosamente sostenuto oggi davanti a una platea di cronisti il mitico comandante “Alfa”, ex capo del Gruppo Intervento Speciale (Gis) dei carabinieri, in occasione di un corso di formazione organizzato all’Università di Campobasso dall’Ordine dei giornalisti del Molise, che in aula ha acceso un dibattito sulla ferita del G8 2001 di Genova.

Un giornalista presente al corso di formazione ha ricordato all’ex comandante del Gis della cosiddetta “macelleria messicana” ma il comandante “Alfa” ha prontamente ribattuto: “Lei ce l’ha con le Forze di Polizia?”.

Il reporter, che evidentemente non era presente al G8 del 2001 mentre i manifestanti violenti mettevano a ferro e fuoco la nostra città, ha insistito ricordando che la Corte Europea per i Diritti dell’uomo ha raccontato di cose terribili che sarebbero accadute ad alcuni manifestanti in quei tre giorni in cui, secondo i magistrati, ci sarebbe stata anche “la sospensione della democrazia”.

“Lei non sa cosa dice, loro hanno distrutto una città” ha continuato tutt’altro che intimorito l’ex capo del Gis.

Lo scontro verbale è andato avanti con il cronista che insisteva con la sua teoria. Quindi il comandante “Alfa” lo ha invitato a lasciare l’aula: “Non ho aggettivi per definirla. Si vergogni, siamo stati assaltati e malmenati, non per causa nostra ma per causa loro, hanno distrutto una città. Non state a sentire quello che ha detto quel signore perché non è vero, ve lo posso assicurare perché ero presente. Giuliani è morto perché è andato a manifestare al G8 per usare violenza. Se stava a casa o protestava democraticamente nessuno gli avrebbe fatto del male”.

Sono seguiti momenti di tensione durante i quali uno dei relatori, Matteo Napolitano docente dell’Unimol, ha cercato di stemperare gli animi, spiegando i contenuti dell’intervento del giornalista e del comandante “Alfa”.

L’ex capo del Gis ha poi concluso così: “Non ho giustificato la Diaz, ho solo detto che non ero presente. Sicuramente c’è stata troppa violenza, ma non vanno dimenticati anche quanti tra poliziotti, carabinieri e altri esponenti delle Forze dell’ordine sono rimasti feriti. A volte si è costretti a combattere la violenza con la stessa violenza”.

Revisione processo G8, ricorso poliziotti Diaz ammissibile: violati i loro diritti