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Foibe, minuto di silenzio in aula. Rixi e Vaccarezza: italiani uccisi per odio etnico

Foibe, minuto di silenzio in consiglio regionale della Liguria

Foibe, stupri, massacri e pulizia etnica di italiani da parte dei partigiani titini. Oggi la seduta del consiglio regionale della Liguria si è aperta con un minuto di silenzio per celebrare il “Giorno del Ricordo” dell’Olocausto italiano che si svolge proprio il 10 febbraio.

Il presidente dell’Assemblea legislativa della Liguria Stefano Balleari (FdI) ha dichiarato: “Ricordare significa affermare che la memoria è parte integrante della nostra identità democratica. Alla fine della Seconda guerra mondiale gli italiani furono perseguitati, uccisi o costretti all’esodo”.

Secondo gli storici, furono costretti all’esilio circa 350mila italiani, che non poterono più tornare nelle loro case. Inoltre, risultano oltre 12mila vittime delle foibe.

A seguito dell’Olocausto italiano, i profughi provenienti dalla regione Istriano-Giuliano-Dalmata, furono “dimenticati” dalla propaganda comunista anche in Italia. Addirittura, alla stazione ferroviaria di Bologna fu versato per terra il latte destinato ai bambini dei profughi italiani.

Una brutta e buia pagina per il nostro Paese.

“Le foibe – ha ricordato il viceministro genovese del Mit Edoardo Rixi (Lega) – sono state una tragedia storica per troppo tempo rimossa o minimizzata. Migliaia di italiani uccisi per odio ideologico ed etnico.

Una ferita che ancora oggi una parte della sinistra nostalgica del comunismo fatica a condannare senza ambiguità.

Norma Cossetto aveva 23 anni. Fu uccisa perché italiana. Anche a Genova la memoria è stata colpita. La targa dedicata a Norma è stata più volte vandalizzata. Un fatto grave, che non può essere ignorato.

Per questo va ripristinata. Non per provocazione, ma per rispetto. Non per dividere, ma per onorare una vittima innocente e difendere la verità storica contro l’odio e l’oblio. La memoria non si cancella, si difende.”

“Esistono ferite – ha aggiunto il consigliere regionale Angelo Vaccarezza (FI) – che il tempo non può rimarginare, specialmente se per decenni sono state coperte dal silenzio complice e dall’indifferenza ideologica.
Oggi ricordiamo l’orrore delle Foibe e l’immane tragedia dell’esodo istriano-giuliano-dalmata.
Contro il negazionismo e il silenzio, questo giorno è ben più di una semplice ricorrenza, ma un atto di giustizia tardiva.
Per troppo tempo, la storia di migliaia di italiani è stata strappata, calpestata e gettata nell’oblio. Non c’è spazio per chi ancora oggi prova a sminuire, a ‘contestualizzare’ l’orrore o peggio, a negare.
Chi nega la tragedia delle Foibe non offende solo la storia, ma insulta la dignità umana e il dolore di chi ha visto i propri cari sparire nel buio degli abissi carsici con la ‘colpa’ di essere italiani.
Spezzare un silenzio durato decenni è un dovere morale.
Il mio pensiero va a chi ha perso tutto: la casa, la terra, la vita.
Alle famiglie costrette a fuggire con il cuore a pezzi, portando con sé oltre al peso di un’ingiustizia indicibile ha dovuto subire anche l’umiliazione dell’ostilità.
Che questo giorno serva da insegnamento.
Mai più il silenzio sopra la verità.
Mai più la giustificazione della violenza in nome di una bandiera o di un’idea.
Onorare il 10 febbraio significa impegnarsi affinché la verità non sia mai più prigioniera dell’opportunismo. Perché un popolo che dimentica le proprie radici e i propri martiri è un popolo senza futuro.
Per l’Italia. Per non dimenticare. Per la verità”.