“Le parole della sindaca Silvia Salis sono nette e giuste. A Genova non c’è spazio per chi si pone fuori dal perimetro della Costituzione e utilizza la politica come strumento di intimidazione e di provocazione organizzata”.
Lo ha dichiarato oggi il consigliere regionale Simone D’Angelo (Pd) replicando ai responsabili di CasaPound.
“Dopo la sentenza – ha aggiunto D’Angelo – del Tribunale di Bari, che ha condannato esponenti di CasaPound, lo Stato non ha più alcuna giustificazione per continuare a tollerare questa organizzazione.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dimostri lo stesso coraggio istituzionale che ebbe Emilio Taviani nel 1973, quando, dopo una sentenza di primo grado, sciolse Ordine Nuovo per violazione della legge Scelba.
Quello è il precedente politico e istituzionale: Taviani non esitò.
Oggi non esistono alibi, non esistono scuse, non esistono rinvii.
Non si tratta di limitare la libertà di opinione, ma di difendere la legalità costituzionale, la credibilità delle istituzioni e la storia di Genova, città Medaglia d’Oro alla Resistenza.
Il tempo delle parole è finito. Sciogliere CasaPound non è una scelta politica, è un obbligo costituzionale”.
Anche i consiglieri comunali del Pd hanno replicato ai responsabili di CasaPound.
“Le dichiarazioni – hanno spiegato i dem – diffuse da CasaPound sono strumentali, provocatorie e volte a ribaltare la realtà dei fatti.
Parlare di ‘perimetro del diritto’ contro chi richiama con chiarezza i valori costituzionali è un’operazione mistificatoria che non può essere lasciata senza risposta.
L’antifascismo è il fondamento e il pilastro della nostra Repubblica e della nostra Costituzione.
L’identità di Genova, democratica e antifascista, non è negoziabile né può essere oggetto di intimidazioni politiche.
Le parole della sindaca Silvia Salis sono legittime, coerenti con la storia della città e pienamente dentro il quadro costituzionale.
Difendere i valori democratici non significa ‘cancellare’ nessuno, ma ribadire con chiarezza da che parte stanno le istituzioni repubblicane.
È inaccettabile il tentativo di porre sullo stesso piano chi richiama i principi costituzionali e chi si richiama, direttamente o indirettamente, a ideologie condannate dalla storia.
Eventuali attività sociali o di protezione civile non possono diventare uno scudo per sottrarsi a un giudizio politico e culturale netto. La democrazia non è neutrale rispetto a chi ne mette in discussione i fondamenti.
Pertanto, il Partito Democratico di Genova esprime piena e convinta solidarietà alla sindaca Silvia Salis.
Ribadiamo, inoltre, l’invito a tutte le forze politiche cittadine e regionali, a partire dal presidente della Regione Liguria Marco Bucci, a prendere una posizione chiara e inequivocabile. Le istituzioni hanno il dovere di affermare senza esitazioni da che parte stanno: dalla parte della Costituzione, della democrazia e della storia antifascista della nostra città”.
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