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Foce sotto assedio, Cpi: Salis fuori dal diritto e portavoce degli Antifa. Cippo Giuliani mai toccato

Genova Foce, attacco Antifa a sede CasaPound: bombe carta e razzi pirotecnici contro il palazzo di via Montevideo

“Riteniamo che le dichiarazioni del sindaco di Genova, Silvia Salis, siano gravi e pericolose. Chiedere la chiusura d’imperio di una sede politica regolare solo perché non ne condivide le idee significa oltrepassare il perimetro della legittimità politica.

Ancora più inquietante è la scelta del sindaco di farsi portavoce presso la Questura delle istanze di ‘Genova Antifascista’, realtà che negli ultimi anni ha alzato il livello dello scontro con minacce, contenuti violenti e prese di posizione pubbliche inaccettabili per qualsiasi istituzione seria”.

Lo hanno dichiarato oggi i responsabili di CasaPound.

“All’indomani dell’omicidio del giovane Quentin Deranque a Lione, mettere in programma di cancellare associazioni legittime e sostenere movimenti che diffondono materiale inneggiante alla violenza rappresenta un segnale che non può essere ignorato.

Da tempo è evidente l’esistenza di una rete europea di movimenti illegali, in alcuni casi dichiaratamente terroristici, che promuove lo scontro fisico e che avrebbe anche contatti e coperture istituzionali in Italia.

Dopo queste dichiarazioni, il sindaco di Genova Silvia Salis è chiamato a chiarire il suo rapporto con i collettivi antagonisti della città.

Inoltre, respingiamo con fermezza le insinuazioni relative alla nostra presenza, che a detta del sindaco sarebbe ‘provocatoria’, nei pressi di piazza Alimonda.

Da anni operiamo nel rispetto dei luoghi e della memoria di ogni caduto politico, senza che alcun simbolo commemorativo sia mai stato toccato.

Per noi, al contrario di chi vandalizza le targhe di Norma Cossetto e Ugo Venturini, il ricordo è uno spazio inviolabile.

Da anni operiamo a Genova attraverso raccolte alimentari e attività di Protezione civile, intervenendo durante la mareggiata di Rapallo, nelle alluvioni in Toscana e Romagna e nel tragico crollo del Ponte Morandi.

Se il sindaco Silvia Salis ritiene preferibile sostenere chi legittima l’odio e l’apologia di omicidio, se ne assuma la piena responsabilità politica.

E se per il sindaco la cittadinanza viene dopo la tutela di metodi eversivi e gli abitanti della Foce dopo la pretesa di ‘cacciarci’, per noi Genova e gli italiani restano la priorità assoluta”.

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