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Foce ostaggio del caos migranti: altra rissa in Fiera, degrado quotidiano

GENOVA. 15 FEB. Degrado, violenza e feriti. La Fiera alla Foce come i centri di accoglienza di tante altre città, diventate ostaggio del caos immigrati. Da una parte, le forze dell'ordine che fanno quello che possono per garantire un po' di sicurezza. Dall'altra, Prefetti e taluni magistrati. In mezzo, le varie onlus e coop che gestiscono il business dell'accoglienza col via libera o addirittura d'intesa con Anci e Viminale.

Entro un paio di settimane, i circa 200 migranti dovrebbero liberare gli spazi per fare posto alla Fiera Primavera (forse andranno a Quarto) ma nel frattempo litigano e si prendono a botte quasi ogni giorno.

L'altra sera era scoppiato un violento alterco per un banale inconveniente, ossia un boiler dell’acqua rotto. Ieri sera è scoppiata un’altra maxi rissa, ancora per questioni legate alle condizioni all'interno dei padiglioni, forse ritenute non all'altezza da taluni giovani e robusti africani, che risultano in parte richiedenti asilo e in parte irregolari.

In ogni caso, le violenze sono cominciate intorno alle 20, quando al padiglione D si sono affrontati circa quaranta migranti. Alcuni addetti alla vigilanza della Fiera sono prontamente intervenuti, ma non riuscendo a contenere il parapiglia fra le bande di migranti, sono stati costretti a chiamare le forze dell'ordine. Sul posto sono intervenuti per primi i carabinieri del nucleo Radiomobile e, di rinforzo, i poliziotti delle Volanti.

I migranti, però, hanno continuato a litigare e a prendersi a botte. Alla fine, le forze dell'ordine sono riuscite a riportare la calma. Due stranieri sono rimasti a terra feriti e quindi sono stati medicati dai volontari del 118, che poi li hanno trasportati al pronto soccorso. Le loro condizioni, per fortuna, non appaiono gravi. Dieci le persone identificate, che a seguito dell'indagine potranno essere denunciate per rissa e lesioni.