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Figuraccia Doria, Regazzoni (Pd) ammette: nostri dirigenti inetti

GENOVA. 8 FEB. "Quanto accaduto ieri in Comune, a Genova, non è solo il fallimento della Giunta Doria. Siamo di fronte al fallimento del gruppo dirigente del PD genovese, che ha gestito in modo disastroso questi cinque anni di Giunta. A questo punto, che Doria si dimetta o meno è irrilevante, benché un passo indietro sia auspicabile. Da ieri Genova non ha più un Sindaco. Da ieri l'implosione del centrosinistra genovese, già chiara da tempo, è conclamata. E l'idea di un'alleanza di centrosinistra in vista delle comunali non solo è impossibile: è politicamente risibile".

Lo ha dichiarato oggi l'autocandidato sindaco del Pd Simone Regazzoni, dopo la figuraccia di ieri sera della giunta Doria per la bocciatura della fuzione Iren-Amiu.

"E’ quasi un anno - ha aggiunto Regazzoni - che denuncio una situazione di stallo politico totale di cui il gruppo dirigente del PD genovese è responsabile: una palude fatta di piccole tattiche, autoreferenzialità, calcoli politici personali di una classe dirigente arrogante che si è dimenticata della nostra città. Ora il fallimento è sotto gli occhi di tutti. E ne pagano le conseguenze i Genovesi. Doria ha moltissime colpe. Ma nessuno pensi di scaricare tutta la responsabilità su di lui. Anche gli alibi sono finiti. Il gruppo dirigente del PD genovese, a partire dal Segretario Alessandro Terrile fino ai membri della segreteria ombra di Margini & C., è al capolinea. Serve una cesura politica radicale. Dobbiamo lavorare subito per il futuro. Le Comunali sono perdute? Non ancora. Ma servono volti nuovi, energie nuove, idee nuove. Serve dare alla città un segnale forte di discontinuità.

Io mi sono candidato a Sindaco senza cercare l'appoggio del gruppo dirigente del PD non per propensione al suicidio politico, ma per due ragioni. Perché ho visto dall'interno l'immobilismo di un gruppo dirigente inadeguato. Perché penso che Genova abbia bisogno di vero rinnovamento, non di un candidato che faccia da foglia di fico al vecchio apparato dei Margini, Burlando & C. La situazione ora è drammatica. Il rischio per il PD di non andare nemmeno al ballottaggio è reale. Ma resto in campo e non mi tiro indietro, per senso di responsabilità.

ll PD, a Genova, è a un bivio. O si rialza con nuove energie per iniziare un nuovo cammino. O verrà spazzato via per l'inettitudine della propria classe dirigente".