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Festival di Limes 2026 a Genova supera 10mila presenze

Festival di Limes 2026 a Genova supera 10mila presenze
Festival di Limes 2026 a Genova supera 10mila presenze

A Palazzo Ducale tre giorni di confronto sulla geopolitica e sul ruolo dell’Italia nello scenario globale

Oltre diecimila persone hanno partecipato alla tredicesima edizione del Festival di Limes, ospitata a Genova nelle sale di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura. Per tre giornate il capoluogo ligure è stato al centro del dibattito internazionale con incontri dedicati ai principali dossier geopolitici contemporanei.

La rassegna, promossa dalla rivista italiana di geopolitica Limes, ha confermato il proprio richiamo nazionale, coinvolgendo studiosi, analisti e un pubblico eterogeneo. Tra le novità dell’edizione 2026, la trasmissione in diretta dei panel su un ledwall collocato nell’atrio del Palazzo, soluzione che ha consentito di seguire gli interventi anche agli spettatori rimasti senza posto in sala.

Il tema 2026: l’Italia nel disordine globale

Il filo conduttore dell’edizione è stato “L’Italia nella rivoluzione mondiale”, un titolo che ha orientato il confronto sulle trasformazioni degli equilibri internazionali. Gli interventi hanno toccato la politica estera degli Stati Uniti, le tensioni in Medio Oriente, la guerra in Ucraina, le difficoltà dell’Unione Europea e l’ascesa della Cina come potenza globale.

Attraverso analisi e mappe geopolitiche, i relatori hanno approfondito i fattori di instabilità che caratterizzano la fase storica attuale, interrogandosi sulle prospettive e sulle ambizioni strategiche italiane in un contesto segnato da conflitti e competizione tra grandi attori.

Studenti e pubblico al centro del confronto

Il programma si è aperto con una sessione dedicata alle scuole, proseguendo nel fine settimana con tavole rotonde e dibattiti moderati dal direttore Lucio Caracciolo e dalla redazione della rivista. L’ultimo incontro ha previsto un dialogo diretto con la platea, che ha posto domande e sollecitazioni sui temi affrontati.

«Per il tredicesimo anno consecutivo – ha dichiarato Lucio Caracciolo – il pubblico di Palazzo Ducale ha mostrato un interesse e una partecipazione che confermano l’importanza di discutere apertamente delle dinamiche che stanno ridisegnando il mondo. Con l’aiuto di ospiti italiani e stranieri e della cartografia di Limes, il Festival ha toccato molte aree e molti problemi. Offrendo un contributo alla comprensione di questa fase storica cruciale e del ruolo che l’Italia dovrebbe aspirare a giocarvi».

Anche la presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sara Armella, ha sottolineato il valore dell’iniziativa: «Il Festival di Limes è il principale evento italiano di geopolitica, oggi più che mai attuale per il perdurare di crisi e conflitti. Palazzo Ducale consolida così la propria centralità nel dibattito politico-culturale, contribuendo alla crescita della consapevolezza civica».

Relatori e mostra cartografica

Tra gli ospiti intervenuti figurano analisti e studiosi italiani e internazionali, tra cui Wolfgang Streeck, Ilvo Diamanti, Alessandro Aresu e Victor Gao. Insieme ad altri esperti di politica internazionale, economia e sicurezza. Le tre giornate sono state accompagnate dalla mostra cartografica “Spigoli di mondo” di Laura Canali, che ha offerto una rappresentazione visiva dei temi trattati.

La prossima edizione del Festival di Limes è già annunciata per febbraio del prossimo anno, sempre a Genova.

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