
“Sconcerta l’incontro avvenuto ieri tra il sindaco di Genova Silvia Salis e alcuni delegati del comitato ‘Genova Antifascista’. Non per il tema in sé, su cui in più occasioni abbiamo espresso le nostre distanze, ma per gli interlocutori con cui si è instaurato il dialogo.
Solo pochi giorni fa, in occasione del 10 febbraio di quest’anno, la pagina fb di ‘Genova Antifascista’ ha diffuso immagini delle bandiere della Jugoslavia di Tito con la scritta ‘no foibe no party’, definendo vergognosamente il Giorno del Ricordo come una ‘giornata della menzogna’.
Gli stessi esponenti Antifa, inoltre, hanno rivendicato la distruzione della targa in onore di Norma Cossetto (studentessa torturata, stuprata uccisa e gettata nella foiba di Villa Surani nell’ottobre 1943), celebrato l’anniversario della nascita della terrorista delle Brigate Rosse Mara Cagol e postato in più occasioni i volti dei rappresentanti della destra locale e nazionale a testa in giù, alimentando un clima di odio inaccettabile”.
Lo ha dichiarato oggi il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, dopo che la sindaca Silvia Salis ha accolto a Tursi i rappresentanti di “Genova Antifascista” per discutere della chiusura della sede di CasaPound alla Foce, quartiere sotto assedio per le manifestazioni degli antagonisti Antifa.
Mentre, al momento, non risulta che abbia ancora incontrato gli esponenti dei comitati di residenti e commercianti della Foce, costretti a chiudersi in casa e ad abbassare le saracinesche in occasione dei cortei degli Antifa.
“L’apertura delle sedi istituzionali a tali realtà – ha aggiunto Mollicone – rappresenta un segnale pericoloso per la tenuta democratica della Città di Genova.
Depositeremo un’interrogazione parlamentare per fare luce su questi contenuti, affinché si valuti se tali messaggi non configurino fattispecie di reato quali l’istigazione a delinquere, l’apologia di reato e l’incitamento all’odio.
Il comitato ‘Genova antifascista’ è stato protagonista negli anni di numerosi scontri con le Forze dell’ordine.
Basti ricordare quanto accaduto a novembre, quando otto agenti furono feriti in scontri che produssero ingenti danni materiali ai mezzi della Polizia, alle vetrine e alle auto private.
Questo sodalizio si distingue da sempre per un atteggiamento violento e antidemocratico, tanto che i residenti e i commercianti della Foce, zona dove opera principalmente il collettivo antagonista, lamentano continui disagi e limitazioni causati da un’attività che si sfoga puntualmente sulla devastazione del quartiere.
Avere ospitato in palazzi istituzionali rappresentanti di questa formazione, mentre il Treno del Ricordo continua a celebrare l’Esodo istriano-giuliano-dalmata in molte stazioni italiane, è un atto gravissimo che non può essere derubricato a semplice questione locale.
Come già sottolineato per il caso di Askatasuna a Torino, collettivi di questo tipo continuano a essere alimentati e giustificati dalle giunte di sinistra. L’incontro di ieri a Tursi ne è un’ulteriore prova.
Auspichiamo che il sindaco Silvia Salis e i partiti che la sostengono si dissocino quanto prima da queste gravissime posizioni.
È necessario chiarire se sia ammissibile che un’organizzazione che inneggia al terrorismo e oltraggia i Martiri delle Foibe possa godere di agibilità politica e di un canale privilegiato con le istituzioni cittadine”.
Dopo Sestri la Foce | Sanna difende ancora Salis: giusto che sia schierata con gli Antifa
Foce sotto assedio, D’Angelo difende Salis e attacca Governo: sciogliere CasaPound

















































