ARCHIVIO

Eccidio Forte di S. Martino commemorato anche da studenti D'Oria

GENOVA. 15 GEN. La mattina del 14 gennaio del 1944, nel piazzale antistante il Forte di San Martino, otto patrioti che nella notte erano stati prelevati dal carcere di Marassi e processati sommariamente dal Tribunale Militare, furono uccisi dai nazifascisti per rappresaglia in seguito all’attentato compiuto la sera prima in via Venti Settembre da una squadra dei Gruppi di Azione Patriottica (GAP), ai danni di due ufficiali tedeschi, uno dei quali rimase ucciso.

Gli otto, del tutto estranei all’accaduto perché arrestati in precedenza in circostanze diverse, come cospiratori, vennero uccisi da alcuni ufficiali nazisti e della guardia nazionale repubblicana (GNR), dopo che il plotone dei Carabinieri agli ordini del Tenente Giuseppe AVEZZANO COMES, incaricato dell’esecuzione, si era rifiutato di aprire il fuoco su di loro. I loro nomi: Dino BELLUCCI, 32 anni, professore; Giovanni BERTORA, 31 anni, tipografo; Giovanni GIACALONE, 53 anni, straccivendolo; Romeo GUGLIELMETTI, 34 anni, tranviere; Amedeo LATTANZI, 53 anni, giornalaio; Luigi MARSANO, 33 anni, elettricista; Guido MIROLLI, 49 anni, oste  e Giovanni VERONELLI, 57 anni, operaio.

Ieri mattina, alla presenza del Vice Prefetto Vicario, del Questore e di Autorità civili e militari, è stata commemorato il 73° anniversario dell’eccidio di Forte San Martino. La cerimonia,  preceduta dalla deposizione della corona alla lapide che ricorda i Martiri in via Gobetti, ha visto schierati i Gonfaloni, un Picchetto d’Onore dell’Arma dei Carabinieri e rappresentanze di militari e di forze di polizia in servizio e in congedo.

L’Orazione Commemorativa è stata pronunciata dal Presidente “Palazzo Ducale Fondazione per la cultura” Luca Borzani.

La cerimonia, nelle sue due fasi, è stata organizzata dai Carabinieri di Genova - con l’intervento del Comandante Provinciale, Colonnello Riccardo Sciuto - e dall’Amministrazione Comunale, che hanno voluto così ricordare ancora una volta, presente anche una rappresentanza  degli alunni dell’Istituto Liceo Classico Andrea D’Oria, alcuni dei quali hanno fatto un breve intervento, i Patrioti ed il coraggioso atto del Tenente dei Carabinieri Avezzano Comes.

 

 

 

 

 

[1] La mattina del 14 gennaio del 1944, nel piazzale antistante il Forte di San Martino, otto patrioti che nella notte erano stati prelevati dal carcere di Marassi e processati sommariamente dal Tribunale Militare, furono uccisi dai nazifascisti per rappresaglia in seguito all’attentato compiuto la sera prima in via Venti Settembre da una squadra dei Gruppi di Azione Patriottica (GAP), ai danni di due ufficiali tedeschi, uno dei quali rimase ucciso. Gli otto, del tutto estranei all’accaduto perché arrestati in precedenza in circostanze diverse, come cospiratori, vennero uccisi da alcuni ufficiali nazisti e della guardia nazionale repubblicana (GNR), dopo che il plotone dei Carabinieri agli ordini del Tenente Giuseppe AVEZZANO COMES, incaricato dell’esecuzione, si era rifiutato di aprire il fuoco su di loro. I loro nomi: Dino BELLUCCI, 32 anni, professore; Giovanni BERTORA, 31 anni, tipografo; Giovanni GIACALONE, 53 anni, straccivendolo; Romeo GUGLIELMETTI, 34 anni, tranviere; Amedeo LATTANZI, 53 anni, giornalaio; Luigi MARSANO, 33 anni, elettricista; Guido MIROLLI, 49 anni, oste  e Giovanni VERONELLI, 57 anni, operaio.
[2] Il Gonfalone della Città di Genova, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare, il  Gonfalone della Provincia di Genova, decorato di Medaglia d’Oro al Merito Civile, il Gonfalone della Regione Liguria, il Gonfalone del Comune di Sesto Fiorentino (FI), Labari del Nastro Azzurro e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.