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DENOMINAZIONE COMUNALE PER IL CANESTRELLO DI MONTOGGIO CON FARINA DI CASTAGNE

[caption id="attachment_80482" align="alignleft" width="300"] I canestrelli DE.CO. durante le sessioni degustative della Commissione[/caption]

GENOVA. 26 FEB. Con apposita delibera n. 9 del 14 febbraio 2013, la Giunta comunale di Montoggio (immediato entroterra di Genova) ha approvato la denominazione comunale per il canestrello con farina di castagne. Il progetto si inscrive nella programmazione di “Montoggio racconta. Cibi paesaggi tradizioni”, avviata sin dal 2008-2009 per vivificare l’immagine della località in senso culturale, turistico e dunque economico. La de.co., in particolare, rappresenta un’iniziativa gastronomica importante, vòlta a tutelare e promuovere un prodotto che proviene dal territorio e che qui si prepara con una parte di farina di castagne: a Montoggio esse rappresentano da sempre un culto, non a caso la pianta è nota in molte aree liguri come “albero del pane”. Il canestrello (7 parti di farina bianca e 3 di farina di castagne, e forma esternamente smerlata) verrà presentato in molte occasioni e sedi, anzitutto al Salone dell’Agroalimentare Ligure di Finalborgo (SV), che si terrà quest’anno dal 15 al 17 marzo, e presso la Scuola di Gastronomia ISCOT Liguria di piazza Romagnosi a Genova.

La Denominazione Comunale pertiene ai cosiddetti “marchi collettivi” (private labels). Intuizione, anni or sono, del geniale Luigi Veronelli, è la modalità con cui anche i piccoli Comuni tricolore possono difendere e valorizzare le produzioni identitarie, “divulgare” un bene, all’insegna del miglior made in Italy.

E’ concessa dall’ente Comune, il quale attesta e verifica la sussistenza di alcune specifiche condizioni relativamente ad un prodotto locale. Si applica quindi, dopo estese e reali consultazioni “dal basso” col tessuto degli operatori locali, a quei prodotti della gastronomia e/o dell’artigianato – può peraltro trattarsi anche di una sagra, di una processione… - che vantino una credibile appartenenza storico-consuetudinaria rispetto al territorio comunale e risultino dunque meritevoli di valorizzazione.

Si tratta di cultura materiale locale, di usi “uniformi” e resi “costanti” dal tempo, di prodotti caratteristici, peculiari, che provengono da un determinato luogo in termini di sapienze ed esperienze, dal quale tuttavia – si badi bene - non originano specificità organolettiche o qualitative né particolari prassi di lavorazione. In tal senso pare perciò improprio l’utilizzo in àmbito de.co. di espressioni come prodotto tipico, tradizionale, di qualità, garantito, controllato, protetto, che ingenerano confusione e si sovrappongono al lessico di altre denominazioni…

Il Sindaco di Montoggio, Valter Raineri, precisa: “Ci stavamo pensando da tempo, perché molti operatori ci sollecitavano, si sono susseguite tante riunioni e la ricetta stessa è stata condivisa sin nei minimi particolari. Ora finalmente i produttori locali hanno un Regolamento – per il quale ci siamo avvalsi delle competenze dell’enogastronomo Umberto Curti - cui far riferimento circa la preparazione ed il packaging, e che rafforza l’identità del loro canestrello. Potranno iscriversi in un apposito Registro e beneficiare di tutte quelle attività e quei materiali che il Comune porrà in essere per proteggere e comunicare questa eccellenza. La dicitura de.co. è stata fra l’altro accostata al logo di “Montoggio racconta”, disegnato a suo tempo dalle scolaresche e che quindi costituisce una proiezione di tutto il paese verso l’avvenire. Sono anche felice del fatto che l’iniziativa concorra a tener alta l’attenzione sul castagno, da tempo esso patisce anche sul nostro territorio il feroce attacco del cinipide galligeno, e la sopravvivenza della pianta dipende dal successo delle contromisure che si stanno sperimentando”.

Appuntamento dunque a Montoggio per assaggiare questa leccornia, elemento di aggregazione culturale e turistico attorno al quale riunire pasticceri, ristoratori, agriturismi...