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Del Sette, quando neanche lo Stato crede più alle bufale dei pm

ROMA. 14 GEN. Accade spesso che quando la ghiotta notizia di un'inchiesta, filtrata dalla procura, finisce sui media, molti cittadini definiscono il pm una "primadonna" insinuando che l'indagine sia destituita di ogni fondamento concreto, come invece prevederebbe il nostro ordinamento giuridico.

A differenza di altri Paesi civili, quando i presunti fatti vengono a dir poco ridimensionati e l'inchiesta si sgonfia, la "primadonna" che ha provocato danni (se non commesso reati) anziché essere punita talvolta non viene neanche rimossa dal palcoscenico. Perché in Italia, complice la debolezza di tanti politici, non è mai stata approvata la legge sulla responsabilità dei magistrati. Inoltre, il Csm, che dovrebbe fare molto, in realtà non fa granché. Quindi, di fatto, la loro irresponsabilità è legittima, non pagano quasi mai e a rimetterci sono i cittadini onesti.

Solo che, stavolta, a pensarla come molti italiani e a non credere più di tanto alle presunte bufale di taluni pm, è addirittura lo Stato perché il Governo Renziloni ha confermato al generale Tullio Del Sette l'incarico di comandante dell'Arma, nonostante risulti indagato. Il comandante generale dei Carabinieri è accusato di favoreggiamento e rivelazione di segreto d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta Consip (la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana) avviata dalla procura di Napoli e poi trasferita per competenza a quella di Roma.

Ad indicare ancora Del Sette a capo dell'Arma, nei giorni scorsi, è stata la ministra genovese Roberta Pinotti. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha sempre confermato la sua personale fiducia a Del Sette, che notoriamente è persona onesta, corretta e perbene. Esattamente come dovrebbe avere fiducia per taluni pm, che peraltro sono ben pagati dallo stesso Stato italiano.

Se è vero che per entrare a far parte dell'Arma occorre avere la fedina penale pulita e non avere "carichi pendenti" ossia procedimenti penali in corso, è altrettanto vero che ciò dimostra l'assoluta fiducia e lealtà dei Carabinieri verso le Istituzioni. Nei secoli fedele. Anche al giorno d'oggi, nonostante l'ultracasta. Fabrizio Graffione