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Dal Css no alla libera vendita di cannabis light: non esclusa la pericolosità

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“Non può essere esclusa la pericolosità della cannabis light”. E’ quanto sostiene il Css, Consiglio superiore di Sanità, in un parere diffuso soltanto oggi e richiesto lo scorso febbraio dal ministero della Salute in riferimento ai “prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa”, venduti nei cosiddetti ‘canapa shop’ presenti in tutta Italia – dei quali “non può essere esclusa la pericolosità”.

Il Css raccomanda quindi che “non sia consentita la libera vendita”.

I prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa oggi sono formalmente venduti in vari negozi come un prodotto da collezione.

Il Css mette però in guardia rispetto ad un possibile uso di tali prodotti, avvertendo che “non può essere esclusa la pericolosità” della cosiddetta cannabis o marijuana light e pertanto “raccomanda che siano attivate nell’interesse della salute individuale e pubblica misure atte a non consentire la libera vendita”.

“Aspettiamo il parere dell’Avvocatura dello Stato” ha affermato la neo ministra della Salute Giulia Grillo (M5S).

“Seguo con grande attenzione la questione della commercializzazione della cosiddetta cannabis light. Il precedente ministro della Salute – ha spiegato la ministra Grillo – il 19 febbraio scorso ha chiesto un parere interno al Consiglio superiore di sanità sulla eventuale pericolosità per la salute di questa sostanza.

Il Consiglio si è espresso il 10 aprile scorso e il ministro ha investito della questione l’Avvocatura generale dello Stato per un parere anche sulla base degli elementi da raccogliere dalle altre amministrazioni competenti (Presidenza del Consiglio e Ministeri dell’Interno, Economia, Sviluppo economico, Agricoltura, Infrastrutture e trasporti).

Non appena riceverò tali indicazioni, assumerò le decisioni necessarie d’intesa con gli altri ministri”.