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Curia di Genova: Marina Militare come taxi per migranti, andiamo a prenderli in Nordafrica

Le nostre navi, incluse quelle della Marina Militare, come taxi del mare: devono andarli a prendere in Nordafrica. E' l'ultima "ideona" di Monsignor Giacomo Martino, responsabile di Migrantes (ufficio della Curia di Genova), che è stata pubblicata oggi con un lungo post sulla pagina Facebook della ONG Gruppo EveryOne - EveryOne Group. Ecco il testo integrale.

"In mezzo a queste inutili e false... non solo dichiarazioni, ma ideologie, sul progetto di Multedo - spiega Monsignor Giacomo Martino - assistiamo in silenzio a sequestri di persona, vessazioni e campi di concentramento vero e proprio... a viaggi ancora perigliosi e per questo costosi in termini economici ma soprattutto di sfruttamento.

Senza entrare nel merito delle navi delle ONG che potevano agire dove vi era la mancanza totale di un sistema di recupero (a parte gli sforzi immensi e riconosciuti alla nostra Guardia Costiera) e avevano salvato centinaia di vite, ridotto infinitamente il 'costo' anche economico della traversata.

Parliamo inutilmente dei 50 di Multedo; se uno sbaglia approccio o sfrutta la situazione accusiamo di business l'intero sistema, preferiamo la politica de 'l'occhio non vede e cuore non duole', ma siamo le vittime stesse della nostra ipocrisia sia perché consentiamo veri e propri eccidi di persone, gente come noi e sia perché non affrontiamo il vero problema così come è.

Sono milioni, decine e centinaia di milioni che spingono per venire nel nord del mondo. A volte senza essere perseguitati nel loro paese, ma certamente per l'occasione di una vita dignitosa, tanto da rischiare la propria pelle e le ultime risorse delle loro famiglie. Il nostro governo e l'Europa si preoccupano di mettere nei prossimi bandi che dobbiamo fornire il servizio di lavanderia esterno anche per le loro cose personali ma non obbligano, come ultima istanza, alla frequenza di corsi di integrazione che annullerebbero in buona parte il disagio reciproco di chi è accolto e di chi accoglie.

Queste sono le cose che bisogna dire e pensare urgentemente oggi. Basta guerre tra i poveri e se chi governa si ruba idealmente i 19 biscotti che sono sul tavolo non può onestamente lasciare un biscotto che cittadini e rifugiati si devono litigare.

Vogliamo un progetto di accoglienza vero, chiediamo i corridoi umanitari attraverso un controllo nelle coste libiche e nostre navi che li vadano a prendere ma anche una reale apertura verso il mondo, fornendo immediatamente i permessi di cui hanno titolo per scegliere la nazione dove queste persone vogliono scommettere per il loro futuro.

Vogliamo aprire il collo di bottiglia dell'Italia che si è svenduta per 30 denari e ha bloccato, con o senza permesso, centinaia di migliaia di persone in una clandestinità giuridica che li spinge verso il lavoro nero e lo sfruttamento e, quindi, più facilmente verso la povertà criminosa.

Vogliamo nuovamente i canali migratori per distinguerli da quelli per i profughi e rifugiati perché ormai da anni l'Italia non ha più questa politica e mischia e crea confusione che, gli xenofobi, usano contro queste stesse persone in inutili diatribe tra la differenza tra i profughi ed i migranti economici.

Il mondo, l'Europa, l'Italia... Genova, Multedo, casa mia... non è mia, nostra... dobbiamo saper amministrare il territorio su cui viviamo, non mettere in discussione l'accoglienza ma regolamentarla con l'aiuto di tutti. Quante case sfitte, associazioni morenti per mancanza di volontari giovani. Quanti asili e poi naturalmente scuole che chiudono perchè mancano i bambini.

Quanti paesi e terreni abbandonati o città morenti che vivono col mito del passato e le glorie degli antenati. Il futuro va costruito oggi... va cogestito insieme ognuno con le proprie sensibilità, ognuno con i propri mezzi ma sino a che non abbiamo il coraggio di parlare dei problemi veri così come sono... la politica continuerà a gestire le sue promesse sull'antico schema dell'acquisizione dei voti e il quieto vivere di oggi inasprirà il domani dei nostri figli... Abbiamo coraggio di mettere le mani nel vero problema, smettiamola di mascherare le nostre paure e gestiamo insieme un progetto che i nostri politici dovranno, per la succitata regola dei voti, accettare di mettere in pratica.

In fondo se il popolo manifesta compatto una sua ragionevolezza anche il politico è persona pensante e intelligente. Basta dargli il consenso... forse...".