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Crollo Torre Piloti, Capocaccia indagato per omicidio colposo

[caption id="attachment_203252" align="alignleft" width="375"] L'ex direttore generale del Cap di Genova Fabio Capocaccia[/caption]

GENOVA. 26 MAG. Crollo Torre Piloti. Adele Chiello Tusa, la mamma coraggio di una delle 9 vittime, Giuseppe Tusa, aveva ragione nel chiedere ai magistrati, insieme ad altri famigliari, di indagare di più per avere giustizia ed ottenere la verità sulla morte dei loro figli e parenti.

La procura di Genova ieri ha iscritto nel registro degli indagati l'ex direttore generale del Consorzio autonomo del porto ed ex commissario straordinario Fabio Capocaccia. L'accusa è di omicidio colposo.

Con l'ingegnere genovese salgono quindi a tre gli indagati nell'ambito dell'inchiesta bis sul tragico incidente avvenuto il 7 maggio 2013, in cui morirono 9 persone.

Ieri, Capocaccia è stato sentito per tre ore in procura in riferimento alla collocazione della Torre Piloti sul bordo di Molo Giano. In sostanza, si contesta la mancanza di protezioni e si vuole ufficialmente sapere chi prese la decisione di realizzarla proprio in quel punto.

Oltre a Capocaccia, sono indagati per omicidio colposo anche due ingegneri progettisti, Bruno Ballerini e Paolo Grimaldi.

L'inchiesta era nata dopo l'esposto della mamma coraggio, che aveva puntato il dito proprio sulla collocazione della struttura, troppo esposta a rischi, e le relative norme sulle manovre all'interno del porto. Senza la sua denuncia, la procura non avrebbe cominciato le indagini per fare luce, a 360 gradi, sulla tragedia.

Il pm Walter Cotugno, infatti, aveva chiesto l'archiviazione. Tuttavia, il gip aveva dato ragione alla signora Tusa e rimandato gli atti all'ufficio della procura, sostenendo che vi erano i presupposti per ulteriori indagini.

Inoltre, nel mirino degli inquirenti, coordinati dal nuovo procuratore capo Francesco Cozzi, ci sarebbe anche la Capitaneria di Porto, che non avrebbe modificato i regolamenti delle manovre.

Si tratta di aspetti importanti per giungere alla verità, che tuttavia non sarebbero stati approfonditi durante la gestione dell'ex procuratore capo Michele Di Lecce.

Intanto, la società di navigazione Messina, secondo la procura, deve rispondere soltanto per una responsabilità amministrativa. Nell'altro filone dell'inchiesta, quello relativo alla manovra che portò la Jolly Nero ad urtare ed abbattere la Torre Piloti, sono imputati il comandante della nave Roberto Paoloni, il pilota Antonio Anfossi, il primo ufficiale Lorenzo Repetto, il direttore di macchina Franco Giammoro, il comandante d'armamento della Messina Giampaolo Olmetti. Tutti accusati di omicidio colposo plurimo, attentato alla sicurezza dei trasporti e crollo di costruzioni (Paoloni pure di falso). La terza ufficiale Cristina Vaccaro è accusata di falso.