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Comandante scomparso in mare, il pm: è omicidio. Arrestati due ufficiali ucraini

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Scomparsa comandante ucraino, Msc Giannina sotto sequestro. Il pm: è omicidio

Gli agenti della squadra Mobile di Genova e della polizia di frontiera oggi hanno arrestato, con l’accusa di omicidio volontario, Dmytro Savinykh, 44 anni, e Oleksandr Maltsev, di 43 anni. Si tratta dei due ufficiali ucraini della Msc Giannina sospettati di aver ucciso il comandante Yurii Kharytonov, 51 anni, scomparso tra il 19 e il 20 ottobre durante la navigazione fra Gioia Tauro e Genova.

Il fermo giudiziario è stato disposto dal pm genovese Marcello Maresca ed è stato eseguito nel pomeriggio dai poliziotti che hanno prelevato i due ufficiali a bordo della nave ormeggiata nel porto di Genova. Gli inquirenti ritengono che ci fosse pericolo di fuga.

Gli arrestati, che sono anche accusati di aver fatto sparire il corpo del comandante in mare, hanno sempre negato di avere litigato con il connazionale scomparso in seguito ad una discussione nata per avarie ai motori che avevano costretto la nave a fermarsi due volte in mare aperto.


Nella loro ricostruzione, tuttavia, secondo gli investigatori ci sono contraddizioni. Inoltre, alcune macchie sospette sono state trovate sulle loro tute da lavoro. Gli esami della polizia scientifica potrebbero averle identificate come sangue del comandante scomparso.

Secondo la polizia e la procura genovese, i due ucraini avrebbero ucciso il comandante perché questi si sarebbe arrabbiato con loro per due avarie al motore che rischiavano di ritardare l’arrivo dell’imbarcazione nel porto di Genova. Il particolare sarebbe emerso dall’analisi della scatola nera della portacontainer. Il comandante sarebbe sceso in sala macchine e qui sarebbe nata la discussione, con minacce da parte del superiore di possibili provvedimenti disciplinari. La lite si sarebbe protratta anche sul pontile dove si sarebbe consumato l’omicidio. I due poi si sarebbero disfatti del corpo buttandolo in mare.

I due arrestati sono stati rinchiusi in carcere a Marassi e sottoposti ad altri accertamenti medico scientifico. Domani forse l’interrogatorio.

 

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