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Cgil, Cisl, Uil: chiusura Rinascente Genova scelta sciagurata, fatturato in crescita

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Rinascente Genova

“Lo scorso 12 luglio, durante un incontro con le organizzazioni sindacali territoriali e le RSU, l’Azienda dichiarava in riferimento al punto vendita genovese:

–       un fatturato in crescita del 3,8% su base annua
–       un aumento del volume delle vendite pari al 4,8%
–       la riduzione di un terzo della passività: dai 700.000 € del 2012 ai 230.000€ del 2017
–       a precisa richiesta delle OO.SS., l’impegno alla rinegoziazione dei canoni di affitto con CARIGE, proprietaria dell’immobile di Via XII Ottobre
–       a fronte dei dati economici e della possibilità di abbassamento degli affitti, la volontà e l’impegno a proseguire l’attività sulla piazza genovese.

Invece, lo scorso 9 novembre, dopo neppure 5 mesi da quell’incontro, l’Azienda comunicava direttamente ai dipendenti genovesi riuniti in plenaria la chiusura entro un anno del punto vendita”.


Lo hanno dichiarato ieri i rappresentanti della RSU FILCAMS CGIL – FISASCAT CISL – UILTUCS UIL di Genova.

“Questo – hanno aggiunto i sindacati – nonostante un incontro nazionale avvenuto pochi giorni prima e una richiesta di incontro da parte delle organizzazioni sindacali territoriali, in quel momento senza riscontro.

La dichiarazione di questa scelta sciagurata ha avuto un così forte impatto sulla città, tale da mettere in moto un vero e proprio terremoto mediatico ed istituzionale, a sostegno dei lavoratori diretti, indiretti e dell’indotto. Durante i passaggi immediatamente attivati da Regione e Comune, abbiamo assistito attoniti ad affermazioni dell’azienda in netto contrasto con quanto dichiarato solo pochi mesi prima: una su tutte, il “rimangiarsi” l’impegno a restare sulla piazza genovese.

Ci ha lasciato ancor più sbalorditi la dichiarazione da parte di CARIGE di non aver più avuto contatti con Rinascente dal lontano 2013, se non per aver ora ricevuto formale disdetta di locazione dell’immobile.

Lo stupore si trasforma in rabbia nel sentire che la città di Genova non viene considerata degna di ospitare il marchio Rinascente, in quanto ‘piazza poco appetibile’. E, ancor di più, considerando i sacrifici sopportati dai lavoratori negli ultimi 5 anni, con l’uso di ammortizzatori sociali.

Oggi, le lavoratrici ed i lavoratori di Rinascente Genova, riuniti in assemblea, hanno dichiarato all’unanimità un pacchetto di 32 ore di sciopero e la richiesta di attivazione immediata di un confronto, anche con il coinvolgimento delle istituzioni, che porti al mantenimento del Punto Vendita ed alla salvaguardia dei posti di lavoro”.

 

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