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Ceraudo (M5S): è importante che Salis abbia preso una netta posizione contro Cpi

Fabio Ceraudo con l'ex premier Giuseppe Conte (M5S)
“Quanto accaduto al Tower Genova Airport Hotel & Conference Center non è una semplice ‘disavventura’.
È il segnale che certe ombre del passato stanno provando a rialzare la testa e che a Genova, soprattutto nel Ponente operaio e resistente, non troveranno mai terreno fertile.
In quella sala, CasaPound e altri gruppi dell’estrema destra hanno prenotato con nome falso un auditorium per parlare di remigrazione”.
Lo ha dichiarato ieri su fb l’esponente del M5S e presidente del Municipio Ponente Fabio Ceraudo.
“Una parola che finge neutralità – ha aggiunto il pentastellato – ma che in realtà nasconde un’idea antistorica, discriminatoria e incompatibile con la Costituzione nata dalla lotta partigiana.
Quando mi sono presentato fuori dall’hotel, insieme ad altri rappresentanti delle istituzioni, per ribadire con fermezza la posizione democratica del nostro territorio, sono stato sommerso da insulti violenti.
Lo si vede chiaramente nei video dei giornalisti presenti: parole d’odio, sputate in faccia a chi rappresenta una comunità che non dimentica la propria storia.
Parole che, per un attimo, hanno rischiato di trasformarsi in aggressione fisica.
E qual era la nostra ‘colpa’?
Ricordare che Genova è Medaglia d’Oro alla Resistenza.
Ricordare che qui, nel VI Municipio Medio Ponente, la libertà è stata pagata con il sangue degli operai, dei portuali, dei partigiani.
Ma c’è un altro fatto, forse ancora più grave: una parte della politica locale continua a trincerarsi dietro a una lettura distorta della ‘libertà di espressione’, dietro ‘sorrisini’ ed evitando accuratamente di condannare con forza queste manifestazioni neofasciste.
C’è chi minimizza, chi giustifica, chi relativizza.
E c’è perfino chi arriva a capovolgere la realtà, definendo ‘provocatore’ chi difende la democrazia e la legalità, mentre tace davanti a chi mi ha urlato in faccia ‘mafioso’.
Un’accusa grottesca, soprattutto se si considera che proprio Luca Marsella, uno dei protagonisti di quella giornata, in passato andava a braccetto con la famiglia Spada di Ostia, poi condannata per associazione mafiosa ai sensi dell’art. 416-bis c.p., con ergastoli e oltre 200 anni di carcere complessivi.
Questa è la differenza tra chi difende la legalità e chi la calpesta.
Per questo è stato importante e lo voglio dire con chiarezza, che la sindaca Silvia Salis abbia preso una posizione netta, limpida, inequivocabile.
In un momento in cui troppi si nascondono dietro l’ambiguità, la sua voce ha ricordato che le istituzioni democratiche non possono permettersi zone grigie davanti a fenomeni che richiamano ideologie condannate dalla storia e dalla legge.
In questi giorni ho ripensato alle parole del presidente Sandro Pertini, che non erano un esercizio di stile ma un monito: “Dietro ogni articolo della Costituzione ci sono centinaia di giovani morti nella Resistenza. La libertà è un bene che si conquista ogni giorno’.
E ho pensato anche al partigiano Aldo ‘Bisagno’ Gastaldi, figura simbolo della nostra Città, che con la sua vita ci ha insegnato che la dignità non si baratta e che la libertà si difende, sempre.
L’apologia di fascismo e il tentativo di riorganizzare il partito fascista, sotto qualsiasi forma o denominazione, sono reato.
Non è un’opinione. È legge. La memoria non è retorica. È difesa attiva della democrazia.
E chi pensa di riportare indietro le lancette della storia troverà sempre una comunità pronta a resistere, come ha sempre fatto.
Genova non dimentica. Genova non arretra. E il Ponente meno di tutti. Non nel nostro nome”.
Remigrazione, tensioni all’hotel dell’aeroporto: Ceraudo (M5S) e un militante. A lato Silvia Salis