Home Politica Politica Genova

Centro trasfusionale Galliera ceduto come ramo d’azienda, Pd: scelta Giunta Bucci insensata

Consiglieri regionali Armando Sanna e Katia Piccardo (Pd)
“La decisione di procedere alla cessione del ramo d’azienda del centro trasfusionale dell’ospedale Galliera di Genova alla nuova Azienda ospedaliera metropolitana è l’ennesima scelta assurda e insensata della Giunta Bucci sulla sanità ligure.
Ancora una volta si interviene in modo frettoloso e senza una visione complessiva, scaricando su lavoratori e pazienti le conseguenze di una riforma pasticciata”.
Lo hanno dichiarato ieri il capogruppo del Partito Democratico in Regione Liguria Armando Sanna e la vice capogruppo Katia Piccardo.
“Parliamo – hanno aggiunto Sanna e Piccardo – di un servizio delicato e strategico, che coinvolge 26 professionisti tra medici, infermieri, tecnici e operatori socio-sanitari e che garantisce un presidio fondamentale per il diritto alla salute.
Spostarlo prima ancora che sia definito un quadro chiaro di convenzioni e rapporti tra enti significa generare incertezza organizzativa, complicazioni amministrative e possibili costi aggiuntivi che rischiano di ricadere direttamente sul servizio e quindi sui cittadini.
È inaccettabile che il personale sia sottoposto a trasferimenti funzionali continui, con ricadute evidenti sulla serenità del loro lavoro, così come è paradossale che si creino situazioni amministrative complesse, come già accaduto in altre realtà, con effetti negativi anche sulla gestione fiscale dei dipendenti.
La sanità ligure non ha bisogno di operazioni calate dall’alto e prive di confronto reale, ma di investimenti, stabilità e programmazione.
Da mesi denunciamo come questa riorganizzazione stia producendo solo confusione e sovrapposizioni, senza migliorare i servizi.
La Giunta Bucci continua a smantellare pezzi del sistema pubblico invece di rafforzarlo, mettendo a rischio la qualità dell’assistenza e mortificando chi ogni giorno lavora nei nostri ospedali.
Chiediamo che la Regione Liguria si fermi e apra un confronto vero con le organizzazioni sindacali e con il consiglio regionale, perché sulla pelle dei lavoratori e dei pazienti non si possono fare esperimenti”.